Inchiesta arbitri, il legale di Rocchi: “Contestazioni non chiare. Si parla di concorso di più persone, ma non sono indicate”
“Sono contestazioni che non si riescono a capire, perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate. Io non ho mai visto che l’altro soggetto del presunto accordo nella frode sportiva non venga indicato”. A parlare è l’avvocato Antonio D’Avirro, legale di Gianluca Rocchi, che ieri si è autosospeso da designatore arbitrale, dopo le imputazioni contestate dalla Procura di Milano.
La decisione del designatore arbitrale è arrivata poche ore dopo lo scossone dell’inchiesta della procura di Milano in cui lo stesso Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva. Ma non è l’unico: in realtà anche Andrea Gervasoni, supervisore Var, è indicato per concorso in frode sportiva, come emerso nella serata del 25 aprile. Gervasoni, così come Rocchi, si è autosospeso dal suo ruolo.
L’inchiesta nasce da una lettera di denuncia inviata all’Aia al termine della scorsa stagione dall’ex assistente Domenico Rocca, che aveva segnalato presunte anomalie nella gestione di alcuni casi arbitrali. Le partite nel mirino sono quattro: Bologna–Inter (Serie A, 20 aprile 2025), Milan–Inter (Coppa Italia, 23 aprile 2025), Udinese–Parma (Serie A, 1 marzo 2025) e Inter–Verona (Serie A, 8 gennaio 2024), partita sotto la lente del pm ma non contestata a Gianluca Rocchi.
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