Tir, il caro diesel pesa sui trasporti del Trentino Alto Adige – Cronaca
BOLZANO. Il caro gasolio colpisce l’autotrasporto e fa crescere la preoccupazione anche in Trentino Alto Adige, territorio centrale nei collegamenti merci tra Nord Italia, Brennero e asse del Veneto. Secondo l’Ufficio studi della Cgia, dopo due mesi di guerra nel Golfo il prezzo medio del diesel è salito da 1,676 a 2,005 euro al litro, con un aumento vicino al 20 per cento.
Per le imprese dei tir la stangata nazionale viene stimata in circa 1,5 miliardi di euro in più, nonostante il taglio di 20 centesimi sulle accise introdotto dal governo. Un impatto che pesa su un settore già fragile, dove carburante, pedaggi, manutenzione, assicurazioni e personale devono essere pagati subito, mentre gli incassi possono arrivare anche dopo 90 o 120 giorni.
Il dato locale emerge dai flussi Istat 2024: tra i primi venti collegamenti merci su strada in Italia figurano anche Veneto-Trentino Alto Adige, con 3.992.434 tonnellate, e Trentino Alto Adige-Veneto, con 3.854.597 tonnellate. Numeri che confermano il ruolo della regione nei traffici del Nord Est e spiegano perché l’aumento del diesel rischi di riflettersi su logistica, imprese e prezzi finali.
Sul tavolo resta anche il fermo nazionale proclamato dal 25 al 29 maggio dalle principali associazioni dell’autotrasporto.
Dopo l’incontro con il viceministro Edoardo Rixi, lo sciopero resta confermato, anche se il governo ha aperto a misure per sostenere la liquidità del comparto. Senza interventi rapidi, avverte la categoria, molte aziende potrebbero fermare i mezzi prima ancora della protesta.




