Niente pistole giocattolo a San Nicola, la rabbia dei giostrai
Niente pistole finte ad aria compressa, nessun tipo d’attrazione che riproduca armi giocattolo, per ragioni di sicurezza e per evitare episodi equivoci, in cui si potrebbero annidare vendette tra clan. Nei luna park di Bari, che verranno allestiti in piazza Diaz, piazza Eroi del Mare e largo Adua per la tre giorni dedicata a San Nicola, da quest’anno non ci sarà l’ombra di stand per il tiro a segno, giochi tradizionali che permettono, colpendo lattine e oggetti, la vincita di pupazzi e gadget in grado di far felici grandi e piccini. È la prima volta nelle storia della festa del Vescovo di Myra che il Comune di Bari introduce un divieto del genere, mai visto prima nel resto d’Italia. L’avviso pubblico è stato emanato il 2 aprile 2026, quindi nelle settimane precedenti rispetto alle ultime sparatorie tra gruppi malavitosi, e sta creando non poche polemiche soprattutto tra gli esercenti viaggianti, volgarmente detti giostrai, che attendono con trepidazione il 7, l’8 e il 9 maggio per poter lavorare nei tradizionali luna park del capoluogo pugliese.
Sono 5 le famiglie baresi che avrebbero dovuto, come ogni anno, installare i loro box del tiro a segno nelle diverse aree ludiche: quest’anno le loro attività sono bandite, per loro non c’è spazio e quindi niente lavoro. Ora le stesse famiglie hanno fatto ricorso al Tar per scongiurare il pericolo di non poter partecipare alla festa di San Nicola anche nel 2027. Ne abbiamo parlato con Cosimo Amato, presidente regionale Puglia e Basilicata degli esercenti dello spettacolo viaggiante, che si è detto perplesso dalla decisione dell’amministrazione Leccese, a suo dire, fuori tempo e fuori luogo.




