«Ma come hanno fatto con la sbarra?»
ANCONA – Resta un mistero come i ladri abbiano potuto rubare un’auto dal parcheggio Stamira. Indagano i carabinieri per far luce sul furto compiuto nella notte tra sabato e domenica. La vettura, una Fiat Panda, era parcheggiata al primo piano.
La ricostruzione
«Mio figlio era andato ad Ancona con tre amici. Aveva parcheggiato alle 22.54, come da tagliando consegnando poi ai carabinieri in fase di denuncia. Quando è tornato, la macchina non c’era più», racconta una 50enne di Castelplanio, madre della vittima. Il figlio, 22 anni, aveva anche fotografato il comparto di sosta, indicato come B1. Al rientro, poco dopo le 2 di notte, il posto era vuoto. È scattata subito la chiamata al 112, il giorno seguente il ragazzo ha formalizzato la denuncia ai carabinieri di Moie. Le modalità con cui i ladri sono scappati non sono chiare. Per uscire dal parcheggio è necessario transitare dalla sbarra, utilizzando il ticket che è collegato alla targa. Per questo i carabinieri del Comando provinciale hanno acquisito le immagini di videosorveglianza della struttura.
Le ipotesi per il furto
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che il veicolo si sia accodato a un’altra auto (un complice?) al momento dell’apertura della sbarra, riuscendo così a lasciare il park senza effettuare il passaggio regolare. Oppure, i ladri potrebbero aver oscurato la targa con un panno. È uno dei punti centrali dell’inchiesta, insieme all’identificazione delle persone riprese dalle telecamere. Dai primi riscontri emergerebbe infatti la presenza di un uomo e di una donna, immortalati mentre una fa il palo e l’altro manomette la serratura dell’auto. La Panda è stata poi ritrovata domenica sera nei pressi di Massa Lombarda, in Emilia Romagna, durante un controllo del territorio.
L’auto ritrovata in Emilia Romagna
All’interno del veicolo sono stati trovati sacchi a pelo, coperte, cibo e rifiuti. Sul mezzo sono stati riscontrati anche segni di forzato nello sportello e graffi. Nel verbale di restituzione dei veicolo, la macchina viene descritta «in condizioni pessime, con il sedile guida rotto, graffi sul paraurti avanti e dietro». «Abbiamo speso quasi 300 euro per recuperare l’auto, senza considerare i chilometri fatti e i soldi da spendere per la pulizia – dice rammaricata la 50enne -. Adesso chi ci rimborserà? Vogliamo che qualcuno si prenda la responsabilità di quanto successo».




