Giappone spinge sull’IA, le imprese tagliano le assunzioni dei neolaureati per il 2027
Un numero crescente di aziende giapponesi prevede di ridurre le assunzioni di neolaureati per l’anno fiscale 2027, nonostante la carenza strutturale di manodopera, puntando invece sulla digitalizzazione e l’intelligenza artificiale per migliorare la produttività. Lo rivela un sondaggio dell’agenzia Kyodo News su oltre 100 imprese, condotto tra metà marzo e inizio aprile. Dallo studio emerge una possibile inversione di tendenza rispetto alla fase sostenuta di assunzioni post-pandemia: il 23% delle società intende ridurre gli ingressi di neolaureati per l’esercizio fiscale, mentre solo il 16% prevede aumenti di organico. In questo contesto si tratta della prima volta in cinque anni che le aziende che riducono il personale superano quelle che decidono di aumentare la forza lavoro.
L’indagine, inoltre, evidenzia un orientamento verso assunzioni più diversificate. Circa il 39% delle imprese, tra cui Fujifilm, attiva nella tecnologia, e la Skylark Holdings, attiva nella ristorazione, prevede di assumere più lavoratori stranieri per ruoli in Giappone, citando innovazione e l’espansione commerciale. Sempre più aziende, invece, privilegiano profili a metà carriera: Hitachi e Mufg Bank segnalano che per il 2027 le assunzioni di neolaureati saranno inferiori rispetto ai professionisti esperti assunti nel 2026, per rispondere all’urgente domanda di competenze digitali.
Tra le motivazioni dei tagli, la più citata è la razionalizzazione del lavoro tramite digitalizzazione: Murata Manufacturing menziona, ad esempio, guadagni di efficienza operativa grazie all’AI generativa.
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