Politica

Rocco Casalino si candida al comune nella sua Ceglie Messapica

Rocco Casalino entra in politica partendo dal basso, da Ceglie Messapica, e con una ragione specifica: potersi candidare alle Politiche. Il già portavoce di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi durante la sua esperienza da premier, sarà candidato al Consiglio comunale per le amministrative che si terranno il 24 ed il 25 maggio prossimi. Da tempo si discuteva di questa ipotesi, poco fa l’annuncio dell’ex capo della comunicazione del Movimento. Improvvisa voglia di aiutare il territorio? La spiegazione è verosimilmente un’altra: per essere candidato in Parlamento, Casalino ha bisogno di questo passaggio dal punto di vista tecnico e regolamentare interno al M5S.

“Sono convinto – spiega in una nota – che questo sia un momento storico in cui non si può restare neutrali né sottrarsi: bisogna scegliere se limitarsi a osservare la crescita di queste destre o lavorare per indebolirle. Credo che si debba partire dal livello locale” per “far vincere, nei comuni, le forze che si oppongono a queste destre significa iniziare a costruire il terreno per le prossime elezioni politiche. Ogni vittoria locale contribuisce – conclude Casalino – a generare un’onda positiva che rafforza un fronte largo contro una deriva che considero pericolosa e dannosa per il Paese”.

Fin qui la scena, poi c’è il retroscena. Nell’articolo 2 del nuovo Codice Etico del M5S, modificato e approvato dagli iscritti il 22 giugno 2025, si legge: “Per proporre la propria candidatura al Parlamento italiano, al Parlamento europeo e nelle Regioni, è necessario essere stati candidati in una lista comunale o di municipio/circoscrizione avendo conseguito un numero di preferenze non inferiore alla media delle preferenze raccolte dai candidati della lista”. La norma in sé, all’interno del partito, qualcuno la chiamò proprio “anti-Casalino”. Un modo per sbarrare la strada a un suo passaggio in politica dalla porta principale.

Secondo le malelingue, quando Casalino ha lasciato il lavoro con il M5S per dedicarsi ad altro – ora dirige un sito di news, La Sintesi, ed è opinionista su La7 – ha comunque preso un accordo con Conte per il futuro; e che il primo avesse voglia di passare dalla comunicazione alla politica lo aveva lasciato intendere lui stesso. Ma le regole sono regole, allora ecco che serviva il requisito di una candidatura intermedia. Adesso, se conseguirà “un numero di preferenze non inferiore alla media delle preferenze raccolte dai candidati della lista”, tutte le carte di ‘Rocco’ saranno in regola.


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