Plasmagate, nel mirino la gestione del personale. Gli ispettori a Torrette. Gettate 323 sacche, sotto la lente la filiera operativa

ANCONA – Plasmagate, non ci sarebbero mancanze di personale, piuttosto criticità nella sua gestione. Sono le prime indicazioni che filtrano dall’attività ispettiva del Centro nazionale del sangue nei laboratori del Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale dell’ospedale di Torrette di Ancona. Durata, ieri, oltre otto ore.
L’ispezione
Da Roma, sono arrivati in tarda mattinata tre esperti guidati dalla presidente Luciana Teofili. Con un dossier già pesante – 323 sacche di plasma gettate nei rifiuti – e una sola domanda da sciogliere: cosa non ha funzionato? L’istruttoria avviata dal Cns, che fa capo all’Istituto superiore di sanità, era stata notificata alla presidente regionale del Cns e ora anche responsabile del Dirmt, Giovanna Salvoni, e al direttore del Dipartimento Salute Antonio Draisci. I tecnici sono stati chiamati a verificare se il Centro trasfusionale sia in grado di garantire la piena operatività, quindi se si sia trattato di un episodio isolato o di una criticità sistemica. Un’ispezione che si inserisce in un quadro più ampio di verifiche che coinvolge più livelli: dai Nas alla Procura, fino alla Corte dei Conti e alla commissione di verifica già attivata dalla Regione per accertare eventuali responsabilità amministrative e tecniche. Dai primi riscontri non sarebbero emerse criticità sul piano degli organici. Nel Dipartimento, infatti, operano complessivamente 54 persone, di cui 24 tecnici impegnati nella lavorazione, un numero ritenuto perfettamente in grado di lavorare fino a 100mila sacche l’anno. Il problema, semmai – secondo gli ispettori – è da ricondurre alla gestione del personale: in attesa del verbale di fine audizione, sarebbe già arrivato l’invito ad utilizzare in modo più efficiente le risorse umane, ipotizzando una migliore rotazione. Questo al fine di scongiurare il ripetersi delle difficoltà che si erano manifestate al Centro trasfusionale tra metà febbraio e fine marzo, ma già note nel 2023.
La cronistoria
Il 16 febbraio scorso l’allora direttore del Dirmt, Mauro Montanari, ha segnalato alla direzione medica di Torrette una grave carenza di personale tecnico, con il rischio di ritardi nella lavorazione degli emocomponenti: a inizio febbraio due dipendenti erano andate in maternità. Il direttore del Dipartimento regionale Salute Draisci ha sollecitato a non ridurre comunque le raccolte. Il 28 febbraio Montanari è tornato a scrivere alla Regione. È stato quindi deciso il rafforzamento dell’organico con 6 tecnici. Il 18 marzo, l’assessore Calcinaro ha ricevuto una segnalazione anonima corredata da immagini che hanno mostrato sacche di plasma tra i rifiuti. Pochi giorni dopo, Montanari si è dimesso. Ieri gli ispettori hanno passato al setaccio l’intera filiera operativa. Il lavoro si è svolto secondo la procedura tipica di audit: incontri diretti, domande e risposte. Sono stati ascoltati i responsabili dei diversi settori e parte del personale coinvolto – almeno 8 figure – con l’obiettivo di ricostruire tempi, modalità e gestione dei flussi, dalla raccolta allo stoccaggio del plasma. Un confronto serrato, finalizzato a verificare la coerenza tra quanto previsto sulla carta e quanto avviene nella pratica.
La giunta Acquaroli
Sul piano politico, intanto, la partita resta aperta. L’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha concesso una proroga alla maggioranza per la scelta dei nomi. Un rinvio che fotografa le tensioni interne al centrodestra. Durante l’incontro con la maggioranza, ieri, il presidente Francesco Acquaroli ha ribadito di non ritenere necessaria la commissione d’inchiesta voluta dall’opposizione, giudicando sufficiente quella di verifica già attivata. D’accordo Forza Italia. Più cauta la Lega, favorevole alla commissione ma attenta a non aprire un fronte diretto con la presidenza della Regione. Sul tavolo resta la comunicazione dell’Ufficio di presidenza, che certifica la presenza di tutti i requisiti per l’istituzione dell’organismo. Il passaggio successivo sarà quindi in aula, dove il Consiglio sarà chiamato a esprimersi in via definitiva.




