Brillo: “L’ex Alimarket costa 1,2 milioni di euro l’anno”
In consiglio comunale a Bolzano si accende il confronto sulla chiusura dell’ex Alimarket in via Gobetti, al centro di una domanda d’attualità presentata dalla consigliera dei Verdi Chiara Rabini. A rispondere è stata l’assessora alle politiche sociali Patrizia Brillo, che ha rivendicato la scelta dell’amministrazione, definendola necessaria alla luce dei costi e della sostenibilità del modello.Brillo ha chiarito che la chiusura della struttura era stata annunciata per tempo agli ospiti, con la distribuzione di moduli informativi e l’avvio di un percorso di accompagnamento per individuare soluzioni alternative, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Tuttavia, secondo l’assessora, ai tavoli di confronto si sarebbe registrata una partecipazione limitata, e i risultati concreti sarebbero stati modesti: “Pur avendo dipendenti di aziende molto grandi – ha spiegato – sono solo 5 le foresterie attivate”.
Il nodo centrale resta quello economico. “La gestione dell’ex Alimarket comporta un costo annuo di circa 1,2 milioni di euro, sostenuto per il 60% dal Comune e per il restante 40% dalla Provincia. Il costo medio per ogni ospite si attesta sui 1.200 euro mensili, a fronte di una contribuzione individuale che varia, in base all’ISEE, da zero fino a un massimo di 150 euro”. Una forbice che, secondo Brillo, rende il sistema “insostenibile” nel lungo periodo, soprattutto considerando che il servizio non riguarda solo il dormitorio ma include anche pasti, docce, servizi igienici e cambio biancheria.
Da qui la scelta di chiudere la parte notturna della struttura, mantenendo però attivi alcuni servizi diurni. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di “superare una logica emergenziale per orientarsi verso soluzioni più strutturali. In questa direzione si inserisce anche la riorganizzazione prevista per la struttura in via Comini, dove saranno disponibili esclusivamente stanze destinate a lavoratori, con una retta adeguata”. Brillo ha inoltre sottolineato come il tema dell’accoglienza non possa ricadere in modo sproporzionato sul capoluogo. “Oggi Bolzano accoglie circa 1.250 persone – ha ricordato – ed è in corso un lavoro con la Provincia per arrivare a una distribuzione più equa sul territorio”. Un passaggio che richiama una questione più ampia, quella del coordinamento provinciale nella gestione dei servizi sociali con il famoso piano di affidamento di una famiglia per ogni paese. Soluzione che, al momento, abbiamo scoperto essere in fase molto più embrionale di quanto si pensasse.
Infine, l’assessora ha respinto le critiche sulla chiusura dell’ex Alimarket, evidenziando come si tratti di una prassi già consolidata in altri contesti cittadini: “Con l’ex Lemayr si fa la stessa cosa da anni al termine dell’Emergenza Freddo”.
✍️ Alan Conti




