Ternana tra campo e aule di tribunale: è iniziata la seconda fase di salvataggio del club

di Mattia Farinacci
Se da un lato la tempesta che si è abbattuta su via della Bardesca sta concedendo una tregua, dall’altro non si può certo dire che le nubi si siano diradate del tutto. Sul campo la squadra è tornata a vincere dopo un mese e mezzo dimostrando orgoglio e attaccamento alla maglia fuori dal comune, credendo fino alla fine nonostante le mille difficoltà. Ma l’altra partita, quella più importante, si gioca fuori dal campo, ovvero nelle aule di tribunale. E il tempo stringe. Dopo aver scongiurato il peggio nella settimana appena passata, si apre ora la seconda e delicata fase per l’operazione di salvataggio del club. Un mese e mezzo di fuoco quello che attende ora club e tifosi. Un lasso di tempo in cui la Ternana dovrà passare di mano – per la quarta volta in altrettanti anni – e ricominciare ancora. Ma potrebbe farlo, seppur con una penalizzazione che peserebbe con un macigno, ripartendo dalla Serie C. È proprio contro questa eventualità che alcuni avversari del girone B si sono scagliati e continueranno a scagliarsi, cercando di estromettere le Fere in nome della «parità di trattamento».
Un passo indietro Nella scorsa settimana è stato scongiurato il peggio e salvato il salvabile dopo la scelta nefasta della famiglia Rizzo di mettere il club in liquidazione volontaria, decisione che avrebbe comportato la radiazione della Ternana dal calcio professionistico con conseguente perdita del titolo e del parco giocatori. Decisiva in questo senso la mossa di un creditore di presentare un’istanza di fallimento che ha di fatto ‘congelato’ quella di liquidazione volontaria scelta dai vertici del club. Come di fatto è stata fondamentale anche la rapidità del Tribunale di Terni nel convocare un’udienza pre fallimentare e quella del Tribunale di Perugia nel sospendere la delibera dell’assemblea straordinaria dei soci della Ternana, che ha ‘legato le mani’ alla famiglia Rizzo. Stabilito l’esercizio provvisorio, alle Fere è stato concesso di continuare a giocare – e tornare alla vittoria – terminando il proprio campionato. A cui seguiranno i play off, fase che i rossoverdi hanno già conquistato con merito sul campo. E se tutto ciò sarà possibile lo si deve anche alla disponibilità della Ternana Women e di altri sponsor di sostenere le spese ordinarie e le trasferte delle Fere.
Le prossime fasi Superate le questioni giuridiche, si apre una nuova fase della sopravvivenza del club. Quella in cui i curatori nominati, il dottor Angeli e l’avvocato Ferrara, oltre al dottor De Filippo, un esperto in materia sportiva, dovranno occuparsi della gestione del club e condurla verso il passaggio a una nuova proprietà. Innanzitutto ‘staccando’ il ramo d’azienda sportivo, mossa che libererebbe i nuovi acquirenti dai debiti ordinari lasciando ‘in gioco’ solo quello federali. In questo senso i professionisti indipendenti hanno già iniziato a muoversi passando prima da via della Bardesca e poi dal Liberati, dove nella mattinata di martedì hanno fatto le conoscenze di squadra e dipendenti con un colloquio in cui sono stati illustrati i prossimi passi. Da ora dunque, un mese e mezzo o poco più per condurre la nave in un porto sicuro. Quello di una nuova proprietà, che dovrà subentrare entro il 6 giugno, ossia 10 giorni prima – così impongono le norme federali – della scadenza ultima per l’iscrizione al campionato, fissata al 16 giugno. In caso di esito positivo dell’operazione, con l’offerta del nuovo acquirente che dovrebbe passare per i canali del Tribunale di Terni, la nuova Ternana potrebbe ripartire: sì con una pesante penalizzazione, ma ancora con alle spalle 100 anni di storia rossoverde e in Serie C.
La Samb ‘si oppone’ C’è chi però a questo lieto fine sta cercando di opporsi con decisione. Si tratta della Sambenedettese e del suo presidente Vittorio Massi, che dopo aver inviato insieme ad Arezzo e Bra una pec alla Federazione per chiedere l’esclusione della Ternana, ha diffidato la Figc e informato il ministro dello Sport Andrea Abodi sul ‘caso Ternana’. «Come avevo già anticipato la scorsa settimana, non ci siamo fermati sulla vicenda Ternana – dice il presidente del club marchigiano -. Abbiamo inviato una diffida formale alla Figc chiedendo di chiarire le ragioni della mancata applicazione delle norme federali, anche alla luce del fatto che le nostre precedenti comunicazioni sono rimaste prive di riscontri. Riteniamo che su temi di questo tipo sia necessario fare piena chiarezza, per garantire rispetto delle regole e parità di trattamento. Contestualmente abbiamo informato anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, affinché sia a conoscenza di una situazione che, a nostro avviso, merita attenzione anche a livello istituzionale».
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