Figc, i vertici Lega Pro incontrano Abete e Malagò: centrale il progetto Zola
Nuovo capitolo delle «consultazioni” del mondo del calcio verso le elezioni in Figc e per affrontare la crisi profonda aperta dalla terza consecutiva assenza al Mondiale della nazionale.
I due concorrenti designati in vista dell’assemblea elettiva del prossimo 22 giugno hanno incontrato oggi il presidente della Lega Pro, Matteo Marani; prima un colloquio di 90′, giusto il tempo di una partita, con Giancarlo Abete nella sede della Lega Nazionale Dilettanti a Roma, poi nel primo pomeriggio è stato Giovanni Malagò a ricevere il n.1 della Lega che riunisce i club di serie C.
La riforma Zola
«Per noi è importante la riforma Zola», il punto centrale ribadito dalla nota di fine giornata della Lega, a conferma che i contatti sono ancora nella fasi preliminari. D’altra parte Abete e Malagò sono «possibili candidati», come ha ricordato lo stesso Marani: la candidatura va formalizzata entro il 13 maggio, e lo stesso Malagò, indicato dalla Lega di serie A, pur nell’ottimismo ha spesso ribadito di voler esplorare il terreno.
Valorizzazione giovani italiani
Entrambi gli incontri, ha fatto sapere la Lega Pro, si sono svolti in un clima «cordiale e costruttivo” nei quali Marani ha ascoltato con attenzione le riflessioni delle due figure «potenzialmente» candidate, cogliendo l’occasione per rappresentare le istanze della Lega Serie C e sottolineando l’importanza della «riforma Zola», ritenuta un passaggio fondamentale per garantire sostenibilità, sviluppo e valorizzazione dei giovani talenti italiani.
Nei prossimi giorni toccherà alle componenti tecniche della Figc, calciatori e allenatori, completare il giro di consultazioni con quello che per loro è un secondo incontro, evidentemente per entrare nel vivo dei programmi.
Abodi in Senato
Nel frattempo il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, in audizione in Senato, è tornato sul tema delle riforme per il calcio italiano affermando di avere «pronta da mesi la bozza» per la riforma della legge Melandri che «può essere uno strumento».
«Ho immaginato che renda il prodotto calcio più facilmente gestibile dal punto di vista commerciale» ma ha anche richiamato a un utilizzo delle «leve dei diritti-doveri e, invece di ricevere dal mondo del calcio la lista dei problemi da risolvere, chiediamo loro un’assunzione di responsabilità».
Figc commissariata? Forse un errore
Quanto all’ipotesi – attualmente lontana – di un commissariamento della Figc, alla domanda se possa essere uno strumento per ammodernare il sistema, Abodi ha risposto: «Sì, ma creare un precedente su un ente che risponde al Coni è un errore. Resto dell’idea che ho fortissime riserve su un meccanismo legislativo che consenta il commissariamento delle federazioni».
In sostanza, da parte di Abodi c’è la volontà di “non forzare la mano, perché ho la responsabilità di consegnare a chi viene dopo di me una situazione non equivocabile».
Federbasket: investimenti anche per noi, non aspettiamo il calcio
In serata, poi, l’incontro con il numero 1 della Federbasket, Giovanni Petrucci, interessato a sapere quali siano gli spazi di manovra da parte del Governo per ottenere sostegni economico e finanziari e non disposto «ad aspettare il calcio».
Abodi ha aperto al rinnovamento delle infrastrutture, da prendere in esame dopo il completamento delle procedure per Euro 2032, e affrontato, tra gli altri, anche il tema delle scommesse con la volontà di ragionare sul ritorno al sistema basket dell’1% dei ricavi generati dalle scommesse sportive.
«Il ministro è stato molto disponibile con noi. È stato un incontro molto costruttivo e siamo soddisfatti. Noi non vogliamo essere trainati dal calcio, abbiamo la nostra specificità anche se i provvedimenti economici e finanziari che vanno al calcio andranno anche al basket. Noi non siamo i parenti poveri, a noi piace trattare prima con il Governo e poi con le parti», la conclusione di Petrucci.
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