Sicilia

Dl Sicurezza, scontro a Camera: governo lavora al correttivo

«L’emendamento era depositato dal 17 marzo… Si sono svegliati solo ora…». Una fonte di maggioranza riannoda i fili dello scontro sul dl Sicurezza, ripercorre le tappe della battaglia sulla norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari: «Tutto filava liscio fino a quando è intervenuto in Aula il senatore del Pd Nicita, ma c’era l’accordo di tutto il centrodestra».

Ieri a tarda sera l’exit strategy definitiva: ci sarà un altro decreto, dopo la conversione del provvedimento su cui il governo ha posto la fiducia alla Camera, per correggere la misura finita sotto le lenti del Quirinale. Decreto, quindi, che non arriverà sul tavolo neanche del Consiglio dei ministri di domani. «Portiamo a casa il decreto, poi vedremo», spiega il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il Quirinale ora attende il testo, dopo il confronto con il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

Domani due riunioni fiume

E’ corsa contro il tempo perchè il dl Sicurezza deve essere convertito entro il 25 aprile. Mercoledì e giovedì sono previste due riunioni fiume per ‘smaltirè, tra l’altro, gli ordini del giorno (sono 145). Il governo nella Conferenza dei capigruppo ha spiegato che si è deciso di ricorrere allo strumento del nuovo decreto anche per trovare la copertura economica alla correzione. «Ieri abbiamo rischiato, se avessimo scelto la via dell’emendamento correttivo sarebbe decaduto il decreto…», fanno notare fonti del centrodestra.

Tensioni su altri fronti

Ma già all’orizzonte nella coalizione di governo si prevede l’innalzamento della tensione su altri fronti. Dal punto di vista parlamentare, a Palazzo Madama si dovrà approvare entro il 12 giugno, data nella quale entrerà in vigore il nuovo patto di migrazione Ue, il ddl sull’immigrazione che prevede anche norme sul blocco navale. E dietro l’angolo c’è la contesa sulla nuova legge elettorale, sulla quale ci sono, tra l’altro, distinguo nella maggioranza.

Il timore è che possa finire sotto la lente del Quirinale il testo che ha intenzione di portare avanti la maggioranza. Domani si terrà un ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali di Montecitorio per decidere sulle audizioni. «Da Pd e Avs sono arrivate più di 70 richieste… Non si può esagerare…», spiega un ‘big’ del centrodestra. Sul tavolo potranno esserci delle aperture sul tema del premio di maggioranza ma il clima non è certo dei migliori. Intanto l’esecutivo punta a chiudere l’incidente sorto con il Colle. A mediare è stato lo stesso Mantovano, che – spiegano fonti della maggioranza – è venuto a conoscenza dell’emendamento solo in un secondo momento.


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