Ana nella bufera, il cappello alpino ai volontari delle Olimpiadi divide le Penne nere – Cronaca
BOLZANO. A pochi giorni dalla 97ª Adunata Nazionale degli alpini, in programma l’8, il 9 e il 10 maggio prossimi, tira forte aria di burrasca all’interno dell’Ana. Le nuvole, che già si erano addensate minacciose sopra l’associazione che riunisce le Penne nere subito dopo la rielezione alla presidenza di Sebastiano Favero, al suo quinto mandato, si sono trasformate in tempesta domenica scorsa a Verona, in piazza Bra, dove si è svolta la cerimonia di ringraziamento dedicata ai volontari dell’Ana che hanno contribuito alla riuscita delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.
Durante la cerimonia, infatti, oltre agli attestati di partecipazione e alla spilletta realizzata per l’impiego olimpico consegnati ai volontari della joint task force della difesa, a 180 di loro è stato consegnato anche il cappello alpino. Decisione – quella di consegnare il sacro copricapo con la penna a uomini e donne che hanno compiuto un percorso di un mese al Centro di addestramento di Aosta, ma che non hanno svolto alcun servizio militare – che in questi giorni sta spaccando il mondo degli alpini.
La stragrande maggioranza dei soci, veci e boci che hanno indossato cappello e mostrine verdi per 12, 15 o più mesi, si sente offesa e indignata. I più pacati ricordano che il cappello alpino è elemento di una divisa militare e consegnarlo a chi quella divisa non l’ha mai portata non ha alcun senso. «Un po’ come se consegnassero il basco dei paracadutisti a chi paracadutista non lo è mai stato. Che senso ha?», scrive uno dei dissidenti.
Nessuno contesta quanto sia stato fondamentale il lavoro dei volontari durante le Olimpiadi, intendiamoci, ma la decisione, che non sarebbe stata condivisa e discussa, di consegnare il cappello come fosse un gadget qualsiasi. Dall’altra parte, uno sparuto gruppo di Penne nere ribatte che la fine del servizio di leva impone la ricerca di forze nuove per l’Ana, altrimenti destinata a una morte lenta. La bufera, insomma, è ben lungi dal placarsi e la sfilata di Genova rischia di essere occasione per clamorose proteste contro Favero e il consiglio direttivo dell’Associazione.
C’è chi pensa di togliersi il cappello e di appoggiarlo sul cuore durante il passaggio davanti alla tribuna delle autorità e chi, ancora più arrabbiato, propone un “attenti a” nella direzione contraria alla tribuna stessa. Non resta che attendere.




