Ucciso e fatto a pezzi per pochi euro: respinta perizia psichiatrica per ludopatia

di Marta Rosati
La Corte d’Assise di Terni ha respinto la perizia psichiatrica per accertare se la ludopatia possa aver determinato l’azione di Dmytro Shuryn, 33 anni, il cuoco ucraino accusato di aver ucciso e fatto a pezzi , nel settembre scorso a Spoleto, Bala Sagor, 21 anni, per tutti Obi. Ammessi come parti civili i genitori, le due sorelle e la nonna del richiedente asilo bengalese vittima dell’atroce delitto, che sono rappresentati dall’avvocato Paola Picchioni. La Corte d’Assise (presidente Tordelli) ha poi ammesso tutti i testimoni dell’accusa e due della difesa, mentre ha escluso quelli che avrebbe voluto sentire in aula la parte civile. Non si è invece costituito parte civile il Comune di Spoleto.
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La richiesta di perizia psichiatrica è stata formulata martedì mattina nella prima udienza del processo dall’avvocato Donatella Panzarola, che difende Shuryn dall’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, vilipendio e occultamento di cadavere aggravati dalla finalità di celare la morte del giovane. Il movente dell’atroce delitto di Spoleto, infatti, è stato individuato in un prestito di 200 euro che Obi avrebbe fatto a Shuryn, che in sede di interrogatorio ha confessato il delitto, collocandolo nella mattinata del 18 settembre, e ammesso di avere il vizio del gioco. Nella confessione resa da Shuryn davanti al gip e agli inquirenti, la richiesta di restituzione dei 200 euro avrebbe innescato la lite tra i due nella cantina della palazzina di via Pietro Conti dove viveva il 33 enne ucraino, il quale ha sostenuto di aver afferrato un coltello e di aver colpito al collo il richiedente asilo bengalese per poi smembrare il corpo l’indomani.
Articolo in aggiornamento
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