Park Vittoria a 3,90 euro? Una scelta di tutti
La politica comunale ha preso la futura tariffa oraria a 3,90 euro all’ora del parcheggio in piazza Vittoria a Bolzano e ne sta facendo quello che, purtroppo, le riesce bene: polarizzare.
Si cerca di tirare una linea per costringere noi cittadini a decidere da che parte stare scegliendo per forza tra A o B. Il principio base è che tutti sono concordi nel considerarla una tariffa dannosa ma tutti sostengono che ci si è arrivati per colpa dell’altra parte.
Proviamo a capire qualcosa di più (e meglio) abbassando il volume degli slogan.
Il PD ha attaccato in un reel questa scelta sottolineando come il gruppo di imprese (ATI) arrivato secondo nella gara proponesse tariffe agevolate in alcuni orari. Nonostante questo è rimasto secondo. Sostanzialmente il partito di centrosinistra accusa l’attuale amministrazione di non aver considerato il punto della tariffa davvero dirimente nell’assegnazione. Vero, ma è anche vero che il bando su cui si sono basate partecipazione e decisione è stato scritto dall’amministrazione precedente dove il PD era decisamente protagonista. “Nel bando si parlava di tariffa fino a una cifra massima per stimolare una concorrenza” spiega Stefano Fattor. Bene, che significa che no, in fase di scrittura del bando non è stato inserito un requisito stringente sul prezzo al pubblico nel capitolato modulandolo per ore o giorni. C’era un “fino a” che significa, più o meno, “vedi tu se arrivare proprio al massimo o calibrarti diversamente”. Non certo un ordine perentorio. Perché? Beh ci sono buoni motivi: non c’era la fila di player a sgomitare per costruire il parcheggio (quindi la concorrenza andava stimolata) e quell’opera nasce prima di tutto per venire incontro ai residenti (se ne parla dal naufragio del Park Fiume).
Poteva l’amministrazione Caramaschi inserire questa variabile nel bando? Beh, sì, poteva, purché fosse un requisito proporzionato, chiaro e predeterminato. Genova, per dire, su alcune concessioni di mobilità urbana ha stilato dettagliate modulazioni sui costi da scaricare sull’utenza. Pur potendo Bolzano non lo ha fatto, forse preoccupata da nuovi passaggi a vuoto.
Passiamo al centrodestra. Qui la strategia polarizzante si configura come “è tutta colpa del bando precedente fatto dal centrosinistra che ci ha legato le mani”. Sì e no perché la testata Salto ha ben riportato come le memorie difensive di questo Comune e della società aggiudicataria in occasione del ricorso al TAR dei secondi arrivati difendano, eccome, questo piano tariffario.

In un articolo Elena Mancini riporta che “le memorie difensive affermano come non esista alcuna contraddizione sostanziale: nel piano economico finanziario sarebbero stati considerati esclusivamente i ricavi più stabili e prevedibili cioè quelli della sosta diurna mentre quelli notturni sarebbero volutamente stati esclusi”. Insomma, non è proprio passato in nessuna anticamera di far valere la modulazione del prezzo come principio cardine, dirimente, decisivo e fondamentale. Infatti il punteggio riconosciuto alla modulazione della tariffa sarebbe estremamente basso rispetto ad altri parametri. Il che significa che anche questo Comune ha serenamente avvallato che la tariffa a 3,90 euro non fosse la priorità del tutto. Anzi, ripetendo spesso come la speranza numero uno fosse evitare di procrastinare ancora i lavori a lungo. Non certo far pagare meno bolzanini e turisti negli stalli a rotazione.

Attenzione, in linea di principio si può anche essere d’accordo a non considerare quella tariffa la priorità numero uno. La nuova piazza non sarà solo per gli automobilisti e nemmeno solo per il commercio o i pubblici esercizi. Se la conformazione finale sarà splendida regalando qualcosa di bello alla città il prezzo al piano di sotto potrebbe essere un ragionevole scotto da pagare (estremamente dannoso comunque per le attività della zona rivolte al pubblico). Si sta costruendo uno spazio pubblico e non un megastore (con tutto che pure nei megastore si paga eccome). È impopolare dirlo? Sì ma non sempre le cose popolari sono quelle corrette.
Solo che bisognerebbe spiegarlo bene e non puntare costantemente a polarizzare. Questa politica, forse, ogni tanto dovrebbe parlare più ai suoi cittadini e meno ai suoi elettori.
✍️ Alan Conti




