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“Ha testato un missile con munizioni a grappolo”: cosa sappiamo dell’Hwasong-11 Ra di Kim

La Corea del Nord ha effettuato un nuovo test missilistico. Pyongyang ha lanciato un missile balistico tattico superficie-superficie, l’Hwasong-11 Ra, dotato – secondo i media di Stato – di testate a grappolo e mine a frammentazione. Il lancio, supervisionato direttamente da Kim Jong Un, è stato rilevato anche da Seoul, che ha parlato di diversi missili a corto raggio partiti dall’area di Sinpo e diretti verso il Mar del Giappone.

Come funziona l’Hwasong-11 Ra

Secondo quanto riportato dal Korea Times, che ha citato fonti dell’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna, il test aveva l’obiettivo di verificare “le caratteristiche e la potenza” delle nuove testate montate sul sistema Hwasong-11 Ra.

Cinque missili avrebbero colpito un’area bersaglio situata a circa 136 chilometri di distanza, coprendo una superficie di circa 13 ettari con “densità molto elevata”, a dimostrazione della capacità operativa del sistema. Le immagini diffuse mostrano anche la presenza della figlia di Kim, Kim Ju Ae, elemento che continua ad alimentare le speculazioni su un possibile ruolo futuro nella leadership del Paese.

Le munizioni a grappolo, al centro del test, sono armi che rilasciano decine o centinaia di submunizioni su un’area estesa, aumentando la letalità ma anche i rischi per i civili: per questo sono vietate da una convenzione internazionale sottoscritta da oltre cento Paesi, ma non da potenze come Stati Uniti, Cina e la stessa Corea del Nord.

Il messaggio di Kim

Il test dell’Hwasong-11 Ra si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento delle cosiddette capacità “asimmetriche” da parte della Corea del Nord, cioè strumenti pensati per compensare il divario tecnologico e numerico rispetto a Stati Uniti e Corea del Sud.

Il suddetto missile viene considerato una versione ridotta della famiglia KN-23, spesso paragonata ai sistemi Iskander russi, con una gittata sufficiente a colpire l’intera area metropolitana di Seoul e importanti basi militari.

Secondo analisti sudcoreani, l’introduzione di testate a grappolo e mine dispersibili indica la volontà di aumentare la capacità di saturazione e di interdizione del territorio, ad esempio

bloccando movimenti di truppe e rinforzi. Non è un caso che Pyongyang abbia condotto due test simili in poche settimane: un segnale della crescente centralità di queste armi nella dottrina militare nordcoreana.


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