Emilia Romagna

primo prelievo di cuore da donatore dopo arresto cardiaco


Un cuore che torna a battere per salvare un’altra vita. All’ospedale Infermi di Rimini è stato eseguito per la prima volta un prelievo di cuore da donatore a cuore fermo, una procedura tra le più avanzate della medicina dei trapianti. Un intervento complesso, reso possibile da tecnologie d’avanguardia e da un lavoro di squadra altamente specializzato, che apre nuove prospettive per i pazienti in attesa.

Per la prima volta, all’ospedale Infermi di Rimini, è stato effettuato con successo un prelievo di cuore da donatore dopo arresto cardiaco (Donation after Circulatory Death), destinato al trapianto in un altro centro nazionale. Si tratta di un traguardo di grande valore clinico e umano, che segna un importante passo avanti nella donazione di organi e nella collaborazione tra le équipe rianimatorie e cardiochirurgiche dell’Emilia-Romagna.

Una frontiera avanzata della medicina

“La donazione Dcd rappresenta una delle frontiere più avanzate della medicina dei trapianti – spiega il dottor Massimo Baiocchi, direttore dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Rimini -. In questi casi il cuore del donatore si ferma spontaneamente e, dopo un periodo di osservazione e accertamento della cessazione irreversibile della circolazione, viene riattivato con tecniche extracorporee di perfusione controllata, per consentirne la valutazione e il prelievo in totale sicurezza”.

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Il lavoro di squadra

L’intervento è stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione tra anestesisti-rianimatori, cardiochirurghi, infermieri e tecnici di perfusione cardiocircolatoria, personale del Coordinamento ospedaliero procurement, della sala operatoria e delle terapie intensive, oltre al supporto fondamentale del Centro di riferimento trapianti dell’Emilia-Romagna.

“Questo risultato è il frutto di un lavoro di squadra – aggiunge Baiocchi – che unisce competenze tecnologiche, organizzazione coordinata e soprattutto sensibilità etica. Ogni donazione è un atto di straordinaria generosità che ridona vita e speranza a chi attende un trapianto”.

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Il valore umano della donazione

“Un traguardo che testimonia la maturità raggiunta dal nostro ospedale, un’organizzazione capace di accompagnare processi complessi – sottolinea la direttrice del presidio ospedaliero Francesca Raggi -. La donazione di organi è un gesto di grande valore civile e sanitario, ma perché le donazioni avvengano servono prima di tutto i donatori: persone che hanno scelto di esprimere la propria volontà e familiari che, in momenti di grande dolore, trovano la forza di confermarla. A loro va restituito il valore straordinario di questa decisione”.

L’ospedale Infermi di Rimini conferma così il proprio impegno nel campo della donazione e del trapianto di organi, all’interno di una rete nazionale in continua evoluzione verso modelli sempre più innovativi e sicuri, a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie.

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Una rete in crescita

“Si tratta di un grande risultato per la rete donazione-trapianto dell’Emilia-Romagna – dichiara Erika Cordella, direttrice del Centro di riferimento trapianti regionale -. Il prelievo di cuore da donatore a cuore fermo rappresenta infatti un passaggio cruciale nell’evoluzione delle strategie di donazione e trapianto: significa ampliare concretamente le possibilità di cura per i pazienti in lista d’attesa e rendere accessibili opportunità terapeutiche fino a pochi anni fa impensabili”.

Il Centro di riferimento trapianti dell’Emilia-Romagna, istituito nel 1997 e con sede operativa all’Irccs Policlinico Sant’Orsola, è organizzato secondo il modello “hub & spoke”, garantendo il collegamento tra centri di alta specializzazione e gli ospedali del territorio.

Da Piacenza a Rimini sono 24 gli ospedali deputati alla segnalazione di donatori di organi, tessuti e cellule. L’Emilia-Romagna è tra le regioni con il più alto numero di donatori in Italia e, con il programma Cdcd, ha incrementato i trapianti di cuore di oltre il 20%. Dal 2016 sono stati eseguiti più di 417 prelievi cDcd di tutti gli organi, di cui 21 di cuore a partire dal 2023, anno in cui questa procedura è diventata possibile anche in Italia.


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