Lazio

il Campidoglio rottama le garitte dei vigili

C’erano una volta le “torrette” della Polizia Locale: piccoli presidi di vetro e metallo pensati per governare il traffico e offrire riparo agli agenti nel cuore della città. Oggi, di quelle strutture resta soprattutto l’immagine sbiadita di un’epoca finita.

Sparse tra centro e periferie, le garitte sono diventate simboli evidenti di degrado urbano. E ora arriva la decisione definitiva: il Comune di Roma si prepara a smantellarne la maggior parte.

Il piano è netto: su 82 strutture censite, 60 saranno rimosse. Una scelta che sancisce la fine di un modello introdotto nei primi anni Duemila e progressivamente abbandonato, fino a trasformarsi in un problema più che in una risorsa.

Una rete diffusa, ma ormai logorata

La fotografia scattata dal comando della Polizia Locale, guidato da Mario De Sclavis, racconta una presenza capillare ma in larga parte compromessa.

Nel I Municipio resistono ancora diversi presidi, ma le cabine sono distribuite in tutta la città: dai quartieri residenziali come i Parioli alle zone più popolari, fino ai punti isolati sul litorale e all’Eur.

Il problema non è la quantità, ma lo stato di conservazione. Vetrate rovinate, strutture corrose, interni abbandonati: molte di queste postazioni sono ormai inutilizzabili, spesso trasformate in depositi improvvisati o lasciate al vandalismo.

Tra rimozioni e riuso creativo

Il progetto dell’amministrazione non prevede però una cancellazione totale. Una parte delle garitte sopravvivrà: 16 strutture resteranno operative nei punti ritenuti strategici per la viabilità e la sicurezza, inclusa l’area del Campidoglio.

Per altre, si tenta una seconda vita. Alcune cabine sono già state recuperate attraverso iniziative artistiche, trasformandosi in piccole installazioni urbane. Un esperimento che punta a sottrarre almeno una parte di questi manufatti al destino della demolizione.

Per la maggioranza, però, la strada è segnata: smantellamento e rimozione, con l’obiettivo di liberare spazio pubblico e restituire decoro a marciapiedi e incroci.

Un modello superato

Dietro la scelta non c’è solo una questione estetica. È cambiato il modo di presidiare il territorio: meno postazioni fisse, più pattugliamenti dinamici, maggiore utilizzo di tecnologie e un’organizzazione che deve fare i conti con organici ridotti.

Le garitte, nate per un’altra epoca della mobilità urbana, non rispondono più alle esigenze attuali. E così, dopo vent’anni, Roma archivia uno dei suoi simboli più riconoscibili — non senza un velo di nostalgia, ma con la consapevolezza che la città ha bisogno di strumenti diversi per affrontare le sfide di oggi.

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