Neonati morti in ospedale per un batterio, fissato l’incidente probatorio – Cronaca
BOLZANO. A otto mesi dalla tragedia che ha coinvolto il reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale, l’indagine si avvicina a un punto decisivo: il 4 maggio si terrà l’incidente probatorio. L’obiettivo è chiarire le cause che hanno portato alla diffusione del batterio Serratia marcescens, responsabile della morte di due bambini prematuri. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bolzano ha disposto l’incidente probatorio, accogliendo la richiesta degli indagati: otto persone, tra medici e dipendenti dell’Azienda sanitaria altoatesina, iscritte nel registro per omicidio colposo.
Dal giorno delle due morti, avvenute il 12 e il 13 agosto 2025, a poche ore di distanza l’una dall’altra, le famiglie attendono il nulla osta per la sepoltura. La vicendaI due bebè, nati prematuri, rispettivamente alla 23 esima ed alla 27 esima settimana di gestazione, si trovavano in incubatrice quando vennero infettati dal batterio, non pericoloso per i bambini ma potenzialmente letale per i prematuri, già in condizioni di fragilità. Immediatamente il reparto venne soggetto a restrizioni, disinfezioni, trasferimenti.
La Procura aprì un’inchiesta, le indagini dei Nas portarono al ritrovamento di tracce del batterio nel beccuccio e nei dispenser del detergente per piatti usato per lavare tettarelle e biberon. Il caso ebbe da subito un’altissima rilevanza mediatica e l’assessore alla Sanità Hubert Messner intervenne più volte in difesa dei colleghi e del reparto. «La cura dei neonati prematuri è un compito molto complesso, che richiede la massima precisione medica e decisioni rapide in condizioni spesso difficili per questi piccoli pazienti molto vulnerabili. È proprio per questo che in questi reparti vengono applicati e implementati rigidi protocolli di sicurezza e igiene – le parole dell’assessore – Ma è anche chiaro che purtroppo non esiste una sicurezza al cento per cento».
Parallelamente la Procura nominò due consulenti – uno specialista in medicina legale e uno specialista in malattie infettive – per proseguire con le analisi e fare chiarezza. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, non si esclude che qualcuna tra le persone che frequentavano la Terapia intensiva neonatale quel giorno entrò in una delle due cucine del reparto, toccò il dispenser contaminato dal batterio di Serratia con dentro il detersivo e, con le mani contaminate, contribuì a diffondere il batterio.
L’incidente probatorio in programma all’inizio del mese prossimo servirà a fare chiarezza sui movimenti e sulle dinamiche in reparto nel tragico giorno in cui i due bimbi vennero infettati.Da quel momento l’esistenza delle famiglie è sospesa in attesa della verità, e della possibilità di dire addio ai due piccoli – che al momento della nascita non pesavano nemmeno un chilo – portati via in un soffio. MA.AN.




