Campionati di Filosofia, da Bari a Roma: trionfa alunno del Socrate
Un saggio che ha catturato l’attenzione dei giurati, un viaggio di ritorno fatto con il sorriso stampato sulle labbra e una targa stretta forte tra le mani. Nella 34esima edizione dei Campionati di Filosofia, con la cerimonia finale che si è tenuta venerdì a Roma, trionfa uno studente barese del Socrate: si chiama Vincenzo Belligerante, premiato con merito in una competizione che si colloca in un contesto internazionale e consente agli studenti di confrontarsi con una delle prove più complesse e formative del percorso scolastico. La scrittura di un saggio filosofico, in lingua italiana o in lingua inglese, con due distinte graduatorie.
Vincenzo, quindi, ha primeggiato nella sezione degli elaborati in italiano. Facendosi notare tra una folta platea di circa 10mila studenti provenienti da tutta Italia. “Mi sono molto divertito a scrivere la tesina, perché l’ho impostata in un modo che mi piace molto – ha spiegato Vincenzo durante la premiazione -. L’analisi è incentrata su una base linguistica: ho collegato le espressioni in greco che utilizza Heidegger, in relazione alla sua concezione dell’opera d’arte, per trovare una lettura che si confaceva anche a quello che io penso dell’arte, quindi l’ho trattato abbastanza in modo personale”.
La curiosità? Heidegger non è tra i filosofi che Vincenzo ha studiato a scuola. “Tra quelli studiati l’unico filosofo che ho citato è Schopenhauer, però in relazione anche ad una sua frase molto famosa, ovvero il fatto che per lui la musica è la forma d’arte più bella, perché è l’arte più astratta – ha detto ancora lo studente, dal palco romano -. Però a parte questo mi sono basato principalmente sulla forza dell’argomentazione di quello che pensava, non tanto magari sul fatto di citare altri filosofi per metterli insieme”. Un approccio che è particolarmente piaciuto alla giuria, come sottolineato nel corso della premiazione (a questo link la cerimonia, dal minuto 58 la premiazione dello studente barese).

