Trentino Alto Adige/Suedtirol

Processione di San Cassiano, il vescovo: “ La crescita illimitata e le risorse limitate non vanno d’accordo: abbiamo bisogno di rallentare” – Bressanone



BRESSANONE. Nella sua omelia il vescovo Muser ha sottolineato che “portare le reliquie dei santi Cassiano e Vigilio in processione ci ricorda il nostro compito missionario oggi: adesso tocca a noi, la trasmissione della fede è affidata alla nostra responsabilità. Oggi anche tramite noi si decide se la storia della fede cristiana continuerà ad essere scritta. Non sono gli altri a mettere in pericolo la nostra fede. Dipende da noi, se vogliamo ancora essere e rimanere cristiani.”

Il vescovo ha poi ricordato che la grande processione dei patroni “onora tutti i beati e i santi della nostra diocesi, tra di loro anche il martire Josef Mayr Nusser, un cristiano convinto fino in fondo, fiero della sua identità di cattolico. Per lui la fede cristiana non era una realtà formale, di facciata, di eccezione.”

L’esempio di Mayr Nusser, ha aggiunto monsignor Muser, “ci mostra che la fede cristiana non deve manifestarsi solo in alcune occasioni eccezionali. Non è credibile invocare pubblicamente le radici e i valori cristiani se questi non sono applicati nella vita quotidiana.” In tale contesto il vescovo ha voluto evidenziare “la dimensione sociale, senza la quale la fede non può definirsi cristiana: la disponibilità alla pace e alla non violenza, l’impegno per la tutela della vita umana, l’aiuto tra vicini, il volontariato, la disponibilità a sostenere e appoggiare progetti sociali e caritativi, la condivisione personale e strutturale con chi ha bisogno di aiuto, il rapporto rispettoso con il creato.”

Guardando ancora all’oggi, dal vescovo è arrivato anche il richiamo a un’esistenza più rallentata: “Ci rendiamo conto sempre più chiaramente che una società che punta su una continua crescita in molti ambiti economici e della vita quotidiana sta raggiungendo un limite evidente. Ma chi ha ancora il coraggio di dire basta? La crescita illimitata e le risorse limitate semplicemente non vanno d’accordo: abbiamo bisogno di rallentare, di una pausa consapevole e anche di una rinuncia consapevole.”

Infine monsignor Muser ha rivolto un pensiero a papa Francesco, di cui il 21 aprile ricorre il primo anniversario della scomparsa: “Molte immagini, intenzioni e parole del suo pontificato sono ancora vive in noi.” Il vescovo ha ricordato l’incipit dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium (“La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”) e l’invito a rinnovare l’incontro personale con Cristo, superando la tristezza individualista per diventare una Chiesa in uscita, gioiosa, solidale e missionaria, capace di portare luce e speranza nel mondo. “Questo messaggio possa accompagnarci e infonderci coraggio per la processione che conta, per il cammino di pellegrinaggio della nostra vita”, ha concluso Ivo Muser.




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