Friuli Venezia Giulia

serve un impianto irriguo per l’agricoltura del Carso

«L’acqua rappresenta per l’agricoltura un bene essenziale che va salvaguardato e, dove possibile, reso disponibile». Corrado Greco, presidente di Coldiretti Trieste, accoglie con favore l’idea progettuale di realizzare sul Carso un impianto irriguo che possa servire a portare l’acqua alle aziende agricole, ma anche come strumento di primo intervento di difesa e gestione di eventuali incendi boschivi.
Tale progetto, attualmente alla verifica di fattibilità, dovrebbe essere realizzato dal Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia e prevederebbe la possibilità in prima battuta di servire un’area compresa tra Medeazza e Sgonico, dando quindi la possibilità di collegamento idrico a tante imprese agricole che attualmente sopperiscono alla necessitò irrigua attraverso l’acquedotto.
«Si tratta di un’opera di estrema valenza e importanza perché mette insieme molteplici aspetti – commenta il presidente Greco –, quali appunto fornire risorsa idrica all’agricoltura, creare i presupposti di difesa dagli incendi e, non ultimo, valorizzare il territorio anche dal punto di vista del recupero di siti storici e turisticamente interessanti. Come Coldiretti di Trieste abbiamo colto con favore tale ipotesi progettuale – prosegue –, promuovendo un incontro sul territorio insieme al Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia e a esperti dell’Università di Trieste; ne riproporremo altri nel mese di maggio proprio per far sì che il territorio possa essere messo a conoscenza di tale opportunità. Abbiamo promosso attraverso la nostra Federazione la raccolta di manifestazioni di interesse per un progetto che riteniamo strategico per lo sviluppo dell’agricoltura, visto che può supportare attività di allevamento, orticoltura e viticoltura, a vantaggio quindi dell’intero sistema produttivo agricolo del Carso, che ricordiamo è un territorio piccolo con un enorme frammentazione particellare. Il fatto poi che tale progetto preveda anche il realizzo di alcune vasche d’invaso per l’accumulo di acqua utile al contenimento degli incendi boschivi – conclude Greco – rafforza la bontà di un’iniziativa che pone al centro l’attenzione a un territorio ricco di storia e tradizioni, dai paesaggi e dalle produzioni straordinarie, ma allo stesso tempo fragile dal punto di vista ambientale. Un plauso quindi al Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia che ha saputo sintetizzare, anche grazie alla collaborazione con l’Università di Trieste, un’esigenza di servizio del territorio. Invitiamo tutti coloro che fossero interessati a manifestare il proprio interesse a contattare gli uffici della Coldiretti di Trieste».


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