Werwulf: chi ha visto il trailer al CinemaCon riferisce che sia il film più terrificante di Robert Eggers
Robert Eggers non si ferma mai. Dopo il trionfo critico e commerciale di Nosferatu, che ha incassato 182 milioni di dollari a fronte di un budget di 50 milioni, il regista visionario torna a terrorizzare il pubblico con Werwulf, un film che promette di ridefinire il genere dei licantropi attraverso la sua inconfondibile lente storica e viscerale. Le prime immagini mostrate durante il CinemaCon hanno confermato ciò che gli appassionati speravano: Eggers sta costruendo qualcosa di unico, primitivo e disturbante.
Werwulf è ambientato nell’Inghilterra del XIII secolo, dove i villaggi rurali vivono nel terrore di una bestia che semina morte nella campagna. Ma ciò che distingue davvero questo progetto dalla massa di film sui licantropi è l’approccio maniacale di Eggers all’accuratezza storica. Esattamente come aveva fatto con The Witch, The Northman e Nosferatu, il regista ha scelto di far parlare i personaggi esclusivamente in inglese medio, la lingua effettivamente parlata in quel periodo. Non è una scelta di stile fine a sé stessa: è un modo per immergere completamente lo spettatore in un’epoca dove la superstizione e la realtà si confondevano, dove il confine tra uomo e mostro era labile quanto la luce di una candela nella notte.
Il cast riunisce diversi volti già visti in Nosferatu, creando una sorta di compagnia di attori fedeli al regista. Oltre a Taylor-Johnson nel ruolo del protagonista maledetto, troviamo Lily-Rose Depp, Willem Dafoe e Ralph Ineson, tutti reduci dal successo del film sul vampiro. A loro si aggiungono Jack Morris, Jan Bijvoet, Ritchi Edwards e Bodhi Rae Breathnach. Questa continuità artistica non è casuale: Eggers lavora meglio quando può costruire un rapporto di fiducia con interpreti che comprendono la sua visione, disposti a spingersi oltre i confini del comfort per dare vita a personaggi complessi e spesso moralmente ambigui.
La sceneggiatura è stata scritta da Eggers insieme a Sjón, poeta e scrittore islandese con cui aveva già collaborato per The Northman. Quella partnership aveva prodotto un’epica vichinga cruda e poetica, capace di bilanciare violenza estrema e lirismo. Ci si può aspettare un approccio simile per Werwulf, dove l’orrore della trasformazione fisica si intreccia probabilmente con quello esistenziale: cosa significa perdere il controllo del proprio corpo, della propria mente, della propria anima?
Il film non si concentrerà solo sulla creatura, ma esplorerà in profondità il tormento di chi subisce questa maledizione. Taylor-Johnson sembra destinato a portare sulle spalle il peso emotivo dell’intera narrazione, interpretando un uomo che potrebbe non avere alcun controllo sulla bestia che diventa sotto la luna piena. Il dolore della trasformazione appare tanto fisico quanto psicologico, un orrore doppio che Eggers sembra intenzionato a sfruttare fino in fondo.
L’uscita è fissata per il 25 dicembre 2026, una data insolita per un horror ma che la dice lunga sulle ambizioni del progetto. Universal sta puntando su Werwulf come evento cinematografico, non come semplice genere di nicchia. Dopo il successo di Nosferatu, che ha dimostrato come il pubblico sia disposto ad abbracciare un cinema d’autore horror se fatto con intelligenza e visione, le aspettative sono altissime.
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