Comune di Collestatte e Torre Orsina, alla Regione trasmessa richiesta ufficiale

«La fusione con Terni del 1927 rappresenta un modello di aggregazione che non ha funzionato e che continuerà a non funzionare, creando mancanza di servizi per i cittadini. Non chiediamo di fare ‘un comune in più’, bensì di rimarginare una ferita, di rimettere a posto una stortura della storia, restituendo autonomia ad un territorio che per secoli ha avuto due comuni. Con queste argomentazioni è stata ufficializzata, la richiesta alla Regione di istituzione del Comune di Collestatte e Torre Orsina.
All’indirizzo di Palazzo Donini, la richiesta di incontro alla presidente Stefania Proietti, alla giunta e a tutti i consiglieri regionali. Il comitato promotore ha inoltre chiesto al Comune di Terni di sostenere la proposta, sostenendo che «la necessità di restituire autonomia a Collestatte e Torre Orsina non nasce da un sentimento ‘secessionista’. Terni – puntualizzano – è e rimarrà la nostra città di riferimento, così come lo è per tutti i piccoli comuni intorno alla Conca ternana. Tuttavia senza la nostra autonomia comunale continueremo a perdere l’occasione di rilanciare il territorio. Con il Comune di Collestatte e Torre Orsina potremmo invece cogliere quelle opportunità che la Regione, lo Stato e l’Unione Europea riservano alle comunità rurali come le nostre».
I portavoce, Andrea Cruccolini e Jonathan Monti, fondatori del comitato, spiegano: «Abbiamo inviato alla Regione una scheda nella quale sono riportati i confini del 1927 che sono stati digitalizzati e la sede individuata per il Comune, che è già di proprietà comunale e nella fase finale di ristrutturazione. La Cascata delle Marmore (il cui corso d’acqua è l’esatto confine storico con il resto del Comune di Terni) e le sue risorse sono e rimarranno un bene anche di tutti i ternani e dei Comuni limitrofi. Già a gennaio avevamo dimostrato che il 78 % della somma delle risorse dei canoni idrici e dei biglietti della Cascata delle Marmore rimarrebbero al Comune di Terni. Tra i cittadini – fanno sapere Cruccolini e Monti – è forte l’entusiasmo; siamo fiduciosi che la Regione Umbria ascolterà le nostre ragioni e auspichiamo che il Comune di Terni ci sostenga. Questa scelta porterebbe benefici sia alla Città di Terni che a Collestatte e Torre Orsina».
«Pur coscienti – scrivono i proponenti nella scheda inoltrata alla Regione – , che la direzione degli ultimi decenni a livello nazionale sia stata quella di favorire le aggregazioni
amministrative, riteniamo però che la nostra casistica abbia delle particolari specificità, ed in Umbria ci sono due precedenti analoghi al nostro: Stroncone (4.600 abitanti) e Valtopina (1.250 abitanti). Sulla materia di modifiche del numero dei comuni, anche l’Umbria del resto rappresenta una specificità. Infatti, in questi 80 anni di dopoguerra non c’è stata neanche una fusione di comuni, anzi siamo passati da 88 a 92 comuni, poiché oltre alla ricostituzione di Stroncone e Valtopina, c’è stata la nuova costituzione del Comune di
Montecchio (1.450 abitanti) e quella del Comune di Avigliano Umbro (2.300 abitanti)».
Un aspetto messo in evidenza è quello delle opportunità di accesso ai bandi, come quelli per aree rurali rivolti ai Comuni sotto i 5.000 abitanti: «Quelle sono occasioni perdute per il nostro territorio. Altri bandi prevedono che ogni comune possa presentare un solo progetto. Ma Terni ha otto zone rurali: le sei antiche municipalità, Miranda e la Valserra. In questi casi sette zone su otto non accedono ai fondi. Della costituzione del Comune di Collestatte e Torre Orsina ne gioverebbero quindi anche le altre quattro antiche municipalità (Cesi, Collescipoli, Papigno e Piediluco) e le altre zone rurali (Miranda e Valserra) che rimarrebbero nel Comune di Terni, poiché l’amministrazione potrà sceglierle con maggiore probabilità nel presentare i progetti». Atteso un segale dall’ente competente.
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