Sicilia

Arancia rossa di Sicilia Igp: lo sciopero dei trasporti favorisce le importazioni

Il Consorzio dell’arancia rossa di Sicilia Igp esprime «forte preoccupazione per le conseguenze dello sciopero degli autotrasportatori in Sicilia, azione condivisibile, ma che rischia di compromettere gravemente la distribuzione verso il mercato nazionale». Secondo il Consorzio «la situazione, se non affrontata con misure tempestive, potrebbe causare una significativa perdita per i produttori siciliani e favorire l’ingresso di prodotti di altre regioni o addirittura esteri sugli scaffali della grande distribuzione italiana».

«Il blocco dei trasporti – afferma il presidente Gerardo Diana – minaccia la presenza delle nostre arance rosse nei punti vendita del Continente, dove la domanda potrebbe essere facilmente soddisfatta da agrumi provenienti dall’estero e così facendo, la Sicilia rischia di perdere quote di mercato fondamentali, con ripercussioni economiche su tutta la filiera proprio nella fase finale della raccolta dell’Arancia Rossa Igp».

La situazione, sottolinea il Consorzio, «è aggravata anche dall’aumento vertiginoso dei costi del gasolio agricolo, oltre che dal rincaro di concimi, fertilizzanti e dell’energia elettrica» e «questi fattori stanno mettendo a dura prova la sostenibilità delle imprese agricole siciliane, minacciando la qualità e la competitività dell’arancia rossa di Sicilia Igp».

«Siamo di fronte a una crisi senza precedenti – osserva Diana – che fa seguito ai danni che abbiamo ricevuto dal passaggio dei vari cicloni, per questo chiediamo con forza alle istituzioni regionali, nazionali di intervenire immediatamente con misure concrete a sostegno della nostra filiera, per evitare una guerra tra poveri e salvaguardare il valore di quel made in Italy che proprio nella giornata di oggi celebriamo».

Nel 2025, confermando lo scorso anno, l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio IG secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita (nel 2023 era al quinto). La produzione certificata IGP è infatti cresciuta dell’8,4%, e arrivando a un valore di circa 20 milioni di euro (+11,8% rispetto al 2023). Questa situazione, secondo il Consorzio, rischia di far invertire una tendenza che fa bene al sistema economico regionale.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »