Basilicata

Reddito di merito in Calabria, ecco cosa c’è da sapere

Il presidente della Regione Calabria Occhiuto e i rettori degli atenei calabresi hanno firmato il protocollo d’intesa per l’attuazione del reddito di merito: un contributo mensile da 500 a mille euro per gli studenti calabresi iscritti negli atenei regionali. Ecco chi lo percepirà


Un contributo mensile tra i 500 e i mille euro destinato agli studenti degli atenei calabresi in regola con gli esami e con una media dal 27 in su. Prende forma il reddito di merito istituito dalla Giunta Occhiuto e che, nelle intenzioni, sarà operativo dal prossimo mese di ottobre. Oggi – 15 aprile 2026 – la firma in Cittadella del protocollo d’intesa tra il presidente Occhiuto e i rettori dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, e dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti.

OCCHIUTO: «IMPEGNO MANTENUTO»

«Con l’attuazione di questa misura ho mantenuto l’impegno preso in campagna elettorale, estendendo il reddito di merito non solo ai neodiplomati, ma a tutti gli studenti universitari calabresi che si distinguono per i risultati. È un provvedimento concreto per contrastare l’emigrazione giovanile, che spesso inizia proprio con la scelta dell’ateneo fuori regione» ha commentato il presidente Occhiuto.

«I dati AlmaLaurea – ha aggiunto il presidente Occhiuto – dimostrano chiaramente che i nostri poli di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria sono eccellenze che garantiscono lavoro immediato, con picchi del 99% in settori come ingegneria e informatica. Grazie alla qualità delle nostre università, sempre più aziende scelgono di investire qui. Trattenere i talenti significa non impoverire il capitale sociale del territorio e sollevare le famiglie da pesanti sacrifici economici. Vogliamo dare ai nostri ragazzi un motivo forte per restare e una regione pronta a valorizzare il loro studio: la Calabria».

Alla cerimonia di firma del protocollo d’intesa hanno preso parte anche l’assessore regionale all’istruzione, sport e politiche per i giovani, Eulalia Micheli, e l’assessore regionale con competenze tecniche di indirizzo in materia di bilancio e patrimonio, programmazione fondi nazionali e comunitari, transizione digitale, energia, enti strumentali, fondazioni e società partecipate, Marcello Minenna.

ZIMBALATTI (MEDITERRANEA): «MISURA CHE AIUTA LA CRESCITA DEGLI ATENEI»

«In qualità di presidente del Coruc – ha dichiarato il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti -, come sistema universitario calabrese, siamo grati al presidente Occhiuto per aver intrapreso questa misura. Spero che, grazie a questo intervento, si possano incrementare ulteriormente i già positivi risultati che le nostre università stanno conseguendo. L’auspicio è che tale crescita prosegua a favore del territorio e dei nostri giovani, sostenendo quell’elevazione culturale a cui le università contribuiscono in modo decisivo».

GRECO (UNICAL): «MISURA CHE SI AGGIUNGE ALLA CERTEZZA, FINALMENTE, DELLE BORSE DI STUDIO»

«Dall’anno prossimo – ha detto il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco -, chiunque sceglierà di rimanere in Calabria per studiare potrà avere il proprio percorso formativo interamente coperto dalle borse di studio, e, a complemento di questo, abbiamo adesso ora il reddito di merito, che permetterà di premiare ulteriormente gli studenti in base ai loro risultati accademici». Nelle scorse settimane – a questo si riferiva il rettore Greco – il Consiglio regionale aveva anche licenziato la riforma del diritto allo studio in Calabria, che impegna la Regione a finanziare le borse di studio per tutti gli studenti idonei.

CUDA (MAGNA GRAECIA): «POTREMO VALORIZZARE I GIOVANI»

Secondo il rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, «oggi è una giornata davvero importante per il sistema universitario calabrese, nella quale le università avranno l’opportunità di valorizzare ulteriormente i giovani, e ne abbiamo tanti, che studiano con grande profitto e passione. Questo momento premia un principio sul quale si è detto tanto e che guida il nostro futuro: la meritocrazia».

I BENEFICIARI TRA IL 7 E L’8% DEGLI ISCRITTI AGLI ATENEI CALABRESI

«Parliamo di una platea – ha sottolineato l’assessore Minenna – che, secondo le nostre stime, coinvolgerà circa il 7-8% degli iscritti (tra i 3mila e i 3.500 studenti, ndr). Abbiamo individuato diversi strumenti finanziari per garantire la copertura nel tempo. Grazie alla collaborazione con le università, monitoreremo ogni semestre il mantenimento dei requisiti. Entro un anno avremo una base statistica solida, basata sul comportamento reale di studenti e docenti, che ci permetterà di eseguire un impegno finanziario estremamente preciso».

«Questa misura – ha spiegato l’assessore Micheli – sta avendo grande eco già tra i diplomandi, che si stanno impegnando per ottenere un voto di uscita tale da permettergli di accedere al reddito di merito. È un atto concreto e importante che sottolinea ancora una volta la grande attenzione del presidente Occhiuto per i giovani e gli studenti calabresi».

Il reddito di merito è finalizzato, nelle intenzioni della Regione, a premiare l’eccellenza accademica e incentivare gli studenti a completare il proprio percorso di studi negli atenei del territorio. L’obiettivo dichiarato è il contrasto alla “fuga di cervelli”, offrendo un sostegno economico diretto per valorizzare il capitale umano locale e rendere il sistema universitario calabrese più competitivo.

Per l’attuazione della misura sono stati stanziati complessivamente 15 milioni di euro e l’intervento è finanziato attraverso le risorse del Programma Operativo Complementare (POC) della Regione Calabria.

CHI HA DIRITTO AL REDDITO DI MERITO

Gli studenti residenti in Calabria che si iscrivono e che sono iscritti a un corso di laurea di un ateneo calabrese, in regola con gli esami e con una media dal 27 in su. Per gli iscritti al primo anno, dei corsi triennali e magistrali, sarà preso in considerazione come requisito d’accesso il voto di diploma o laurea. Nello specifico, i neodiplomati accederanno alla misura con un voto di diploma minimo di 95/100 più un posizionamento nel top 10% della graduatoria Tolc (i test d’accesso ai corsi di laurea). I neolaureati dei corsi triennali, invece, con un voto non inferiore a 108/110.

A QUANTO AMMONTA

Il reddito di merito varia in funzione della media d’esami: 500 euro con una media ponderata di 27, 750 euro con una media ponderata di 28, 1.000 con una media ponderata di 29. Per neodiplomati e neolaureati il reddito di merito sarà, in partenza, di 1.000 euro e verrà adeguato, al primo semestre, in base alla media degli esami.

VERIFICHE OGNI SEI MESI

L’ateneo monitorerà il percorso di ogni studente attraverso due verifiche annuali, fissate rispettivamente all’1 aprile e all’1 ottobre.

È prevista inoltre una clausola di flessibilità durante la prima parte dell’anno. Nel primo semestre è, infatti, concesso un “margine di manovra” del 10% dei CFU totali previsti (alla data dell’ 1 aprile è necessario il conseguimento del 40% dei CFU dell’anno accademico di riferimento, ovvero 24). Tale margine non deve essere inteso come una riduzione del carico didattico, bensì come un prestito di fiducia: i crediti mancanti andranno obbligatoriamente recuperati entro la fine del secondo semestre per garantire la permanenza del beneficio e dimostrare il pieno riallineamento con il piano di studi.

I NODI DA SCIOGLIERE

Alcuni aspetti tecnici della misura sono in fase di valutazione. Con molta probabilità – è pressoché certo – saranno definiti dei limiti di età per accedere alla misura, che è pensata per trattenere i giovani in regione, al termine delle scuole superiori o nel passaggio tra triennale e magistrale. Altro aspetto da definire riguarda i Tolc: presenti già all’Unical e a Reggio, ma non in tutti i corsi a Catanzaro. Poi c’è la modalità di erogazione. Con molta probabilità sarà realizzata una card da distribuire agli studenti, su cui verrà accreditato il contributo mensile (e in prospettiva potrebbe essere usata anche per altre misure del diritto allo studio).




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