Lazio

scambio FL1-FL3 attivo solo a fine 2026

Il conto alla rovescia cambia ritmo, ma il traguardo resta fissato. Il cantiere del Pigneto, uno dei progetti infrastrutturali più delicati e strategici per la mobilità romana, aggiorna il calendario: l’apertura della nuova stazione non arriverà più a giugno, ma slitta alla fine del 2026.

Una revisione ufficializzata dopo l’ultimo sopralluogo delle commissioni capitoline, che hanno verificato lo stato di avanzamento di un’opera chiamata a ridisegnare gli equilibri dei trasporti nell’area est della città.

Nel quadrante del Pigneto, i lavori proseguono in un contesto tecnico complesso, dove ogni intervento deve incastrarsi con il traffico ferroviario in esercizio.

Una convivenza che impone tempi più lunghi e lavorazioni calibrate al millimetro.

La prima tappa resta quella più attesa: attivare la fermata ferroviaria e consentire finalmente lo scambio diretto tra le linee regionali FL1 e FL3.

Un nodo chiave per alleggerire il carico sulle altre infrastrutture e migliorare i collegamenti tra periferia e centro.

I segnali di avanzamento non mancano. A fine marzo è stato posato il nuovo binario in direzione Tiburtina, mentre prende forma il sottopasso che collegherà la stazione alla linea C della metropolitana.

Ma sarà agosto il mese decisivo: Rete Ferroviaria Italiana ha programmato uno stop totale alla circolazione dei treni per consentire lavorazioni senza interruzioni, una finestra operativa rara che potrebbe imprimere un’accelerazione significativa al cantiere.

Se la stazione rappresenta il primo obiettivo, la trasformazione più profonda arriverà solo negli anni successivi.

L’orizzonte è il 2029, quando il progetto entrerà nella sua fase più ambiziosa: la copertura del vallo ferroviario e la nascita di una grande piazza pedonale sospesa sopra i binari. Un intervento destinato a ricucire un quartiere storicamente diviso, restituendo continuità urbana e nuovi spazi pubblici.

Con il completamento dell’opera, sparirà anche il passaggio provvisorio realizzato negli ultimi anni, sostituito da collegamenti definitivi e da un sistema integrato di aree verdi e percorsi pedonali.

Intanto, il quartiere osserva e partecipa. Il comitato Pigneto-Prenestino ha avanzato proposte per migliorare la qualità del progetto, chiedendo maggiore spazio per il verde e soluzioni capaci di rendere l’intervento più sostenibile, come l’ipotesi di pavimentazioni in grado di produrre energia dal passaggio dei pedoni.

Alcune aperture sono già arrivate, soprattutto sulla scelta delle essenze arboree, mentre le modifiche più strutturali restano in fase di valutazione tecnica per evitare ripercussioni sui tempi e sulle procedure in corso.

Il cantiere del Pigneto continua così il suo percorso tra attese, ritardi fisiologici e ambizioni alte. Un’opera complessa, destinata a cambiare il volto del quartiere e a diventare uno snodo cruciale della mobilità romana, ma che richiede ancora tempo per trasformarsi da progetto a realtà.

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