Armi ritrovate a Gioia Tauro: le impronte che inguaiano Infantino, Condello e Saverino
Ci sarebbero le loro impronte sui teli di plastica nei quali erano state custodite le armi nascoste sottoterra. Un’indagine molto complessa, quella della Guardia di finanza di Reggio Calabria, che ha portato all’arresto di tre gioiesi (Salvatore Infantino e Vincenzo Condello carcere e Vincenzo Saverino domiciliari). Il solo Infantino è considerato una sorta di custode dell’arsenale della cosca Molè di Gioia Tauro. Le indagini, iniziate nel 2020 grazie alla capacità degli investigatori di “bucare” il sistema di criptazione dei telefoni Sky Ecc, si sono chiuse nel 2025. Nel gennaio dello scorso anno, infatti, i Carabinieri scoprirono un arsenale interrato in un fondo agricolo di Gioia Tauro, confinante con quello di una parente di Condello. Le analisi compiute dai Carabinieri del reparto scientifica sui teli che avvolgevano le armi e i dati del gps dell’auto di Condello collegarono le armi ai tre indagati.
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