Omicidio di Bosa: tace davanti al giudice l’uomo che ha ucciso il padre col cacciavite
Bosa
Stamane l’interrogatorio di garanzia per il figlio della vittima, al momento ricoverato in ospedale
Si è avvalso della facoltà di non rispondere Paolo Pinna, l’uomo di 42 anni, accusato di aver ucciso il padre Giuseppe Pinna a colpi di cacciavite, al culmine di una lite avvenuta giovedì scorso nella loro abitazione di via Pischedda, a Bosa.
Questa mattina, Paolo Pinna ha preso parte all’interrogatorio di garanzia che si è svolto a Oristano, alla presenza del legale d’ufficio, l’avvocata oristanese Federica Largiu.
L’indagato, secondo quanto emerso, avrebbe soltanto confermato al giudice del Tribunale di Oristano alcuni dettagli, ritenuti però non rilevanti ai fini delle indagini.
Alla base della tragedia ci sarebbe una discussione nata quando la vittima, Giuseppe Pinna, avrebbe invitato il figlio Paolo ad assumere alcuni farmaci, nell’ambito della terapia seguita per curare problemi comportamentali di cui soffre da tempo. Da lì la reazione improvvisa: Paolo Pinna avrebbe afferrato un cacciavite colpendo il padre con circa trenta fendenti, come confermato l’autopsia.
Intanto, nella giornata di ieri, Bosa ha dato l’ultimo saluto a Giuseppe Pinna. I funerali sono stati celebrati dal vescovo della diocesi di Alghero-Bosa, monsignor Mauro Maria Morfino, che durante l’omelia ha puntato il dito contro le “irresponsabilità sociali e sanitarie”, sottolineando la tragicità della drammatica vicenda, “di un genitore che ha perso la vita per curare il figlio”.
Paolo Pinna, soffre di una situazione di disagio e da tempo è in cura. Dopo l’arresto, è stato infatti trasferito dal carcere di Uta all’ospedale San Martino di Oristano.
Lunedì, 13 aprile 2026
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