Umbria

Caro carburante, allarme Cna: «In Umbria a rischio 300 aziende del trasporto persone»

«In Umbria circa 300 aziende del trasporto persone rischiano di non sopravvivere all’impennata dei costi del carburante». Questo l’allarme lanciato nelle ultime ore dalla Cna regionale che, contestualmente, ha indirizzato un Sos ai parlamentari del territorio, chiamandoli a spronare il governo a varare «sostegni mirati e tempestivi anche per il trasporto persone, equiparandolo a quello merci: del tutto incomprensibilmente, infatti, nel decreto carburanti e nei provvedimenti successivi, il governo nulla ha previsto a favore delle imprese del trasporto persone», ha detto Marina Gasparri che in Umbria guida la Cna Trasporti.

L’intervento dell’associazione datoriale deriva dalla «forte preoccupazione per la tenuta delle imprese del territorio che assicurano il diritto alla mobilità di cittadini, studenti e turisti». Si tratta di titolari di imprese autobus, tassisti e Ncc per i quali, come sottolineano i tre presidenti regionali dei rispettivi settori, ossia Paolo Calistroni, Massimo Marcantonini e Fabio Spigarelli, «i costi del carburante non sono più assorbibili dai margini aziendali, né completamente riversabili su committenti e utenti finali per una serie di motivazioni».

Ad esempio per il trasporto scolastico e le gite d’istruzione non si può intervenire in nessun modo, perché «i corrispettivi dei servizi offerti dalle imprese sono stati fissati con gare e contratti chiusi e quindi non più adeguabili». Il caro carburante pesa molto anche sui titolari di licenza taxi «che, come è noto, lavorano in regime tariffario vincolato», ricordano dalla Cna Umbria.

Sullo sfondo, ma è un eufemismo, resta «la forte preoccupazione anche per tutto il comparto del trasporto turistico: l’incertezza sta generando l’annullamento delle prenotazioni e determinando un calo del movimento che non potrà che peggiorare nei mesi a venire, pregiudicando potenzialmente una stagione che si annunciava brillante».

«La Cna ha espresso la gravità della situazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini già all’indomani dell’adozione del primo decreto Caro carburante», ha sostenuto Gasparri, sottolineando l’impatto sul settore del trasporto persone di «lacune normative e scelte politiche che generano una evidente disparità di trattamento in un momento di difficoltà che investe tutto il comparto del trasporto, sia delle merci che delle persone».

I presidenti regionali di settore, ossia Calistroni (bus), Marcantonini (taxi) e Spigarelli (Ncc), chiedono ai parlamentari umbri di pressare il governo affinché introduca anche per loro sia «il credito d’imposta per compensare i maggiori costi sostenuti per l’acquisto del carburante» che «il cosiddetto carburante professionale, su cui va riaperto il confronto». Il messaggio è chiaro: nel settore del trasporto «non ci possono essere imprese di serie A e altre di serie B, soprattutto in momenti difficili come questo».

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