Liguria

La verità non divide, la verità fonda


Genova. Si è tenuta domenica mattina alle Capanne di Marcarolo la commemorazione dell’82esimo anniversario dell’Eccidio della Benedicta, storicamente riconosciuto come il grande massacro di partigiani nella Resistenza italiana.

Alla cerimonia ha partecipato anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, che prima della partecipazione alla Santa Messa celebrata dall’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, ha tenuto l’orazione ufficiale.

Aprendo il suo intervento, la sindaca ha definito la salita ai luoghi dell’eccidio come un “necessario esercizio di ossigenazione civile”, un momento per respirare “l’aria sottile della verità” lontano dalle polemiche quotidiane: “Siamo qui dove il tradimento divenne assassinio brutale- ha detto Salis, sottolineando l’importanza di non temere le parole- Le parole sono il dizionario della nostra democrazia. Non bisogna avere timore di risultare ‘divisivi’: la verità non divide, la verità fonda».

La sindaca ha poi richiamato la necessità di un rigore storico che non lasci spazio a ambiguità: “Diamo un nome alle cose. Quello che stiamo commemorando è stato un eccidio, un massacro. I martiri della Benedicta non persero la vita: furono uccisi senza pietà da assassini che, in molti casi, erano nostri connazionali. Ammettiamo che una certa pagina del nostro passato nazionale è stata un’infamia: fa male, ma è necessario”.

Il discorso ha ripercorso i numeri tragici della strage (154 fucilati e 190 deportati) e ha ricordato alcune delle storie di vita spezzata sui monti che segnano il confine tra Liguria e Piemonte, come quelle di Anna Ponte ed Elvira Ghiotto.

Rivolgendosi direttamente alle nuove generazioni, Silvia Salis ha descritto la storia della Benedicta non come un racconto confinato nei libri, ma come una “radice profonda della nostra libertà. Ai giovani dico: i valori della Resistenza devono essere la vostra bussola. Vi servono per distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, anche quando le scorciatoie sembrano più facili. I ragazzi della Benedicta non scelsero la via più facile, ma quella più giusta. Teniamolo a mente”.

“In questo luogo che porta il nome di una benedizione ma che ha conosciuto l’inferno – ha concluso Salis – l’unico vero miracolo che possiamo invocare è la nostra capacità di restare umani. Che la memoria ci ‘benedica’ davvero, affinché non serva mai più un’altra Benedicta per ricordarci chi siamo”.

“Il ricordo non può limitarsi a un momento formale. È una memoria viva, che ci interroga e ci chiama, ancora oggi, a una scelta di responsabilità – ha aggiunto Armando Sanna, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale della Liguria, intervenuto in rappresentanza della Regione Liguria alla cerimonia in ricordo dei martiri della Benedicta.

“Quei giovani – prosegue Sanna – non erano eroi per destino, ma ragazzi che in un momento drammatico hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. È una lezione che parla al presente: la libertà non è mai scontata, è una conquista fragile che va difesa ogni giorno.”

“Per questo – conclude Sanna – il modo più autentico per onorare la loro memoria non è solo ricordare, ma agire: rifiutare l’indifferenza, difendere i diritti, rafforzare il senso delle istituzioni e della comunità. La memoria della Benedicta non guarda solo al passato, ma indica una direzione precisa per il futuro”.




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