Cultura

The Cribs – Live @ Circolo Magnolia (Segrate, 11/04/2026)

Tornano in Italia anche i gemelli Jarman, aka The Cribs, a supporto del nuovo album, praticamente uno dei primi licenziati nel 2026, “Selling A Vibe”, il nono capitolo della saga familiare, di una carriera, comunque importante, all’interno di un contesto di genere, nonostante, come direbbe qualcuno, non siano mai riusciti nell’intento di approdare nel girone infernale delle cosiddette rockstar, senza replicare, quindi, il successo di band analoghe e coeve in oltre vent’anni di carriera.

Evidentemente il treno per quel tipo di riconoscimento sarà pure passato, e dai primi endorsment e collaborazioni varie, da Alex Kapranos dei Franz Ferdinand, passando per Johnny Marr (che nei Cribs era pure entrato in line up), Edwin Collins, o come non citare Dave Grohl, che li ha ospitati nel suo studio per il disco precedente, in un momento, cronache alla mano, non troppo felice, dovuto a cavilli burocratici contrattuali. Insomma una carriera da saliscendi, che non avrà catturato folle oceaniche al seguito, ma che, comunque, può annoverare tutta una serie di attestati di stima, che tante band non potrebbero nemmeno sognarsi. Quindi attraverso la loro musica, che rimane preziosa, di cose belle, sul piatto, ne hanno buttate

Disco nuovo, all’insegne della continuità con quanto fatto in passato, senza la pretesa di stravolgere chissà cosa, confezionano un nono album di valore, con tutti le peculiarità migliori, che ne hanno contraddistinto, che dir si voglia, un marchio di fabbrica riconoscibile e quel pizzico di originalità o modus operandi, che ne sta caratterizzando le gesta.

Per questa prima data italiana (domani saranno al Monk di Roma) è stato allestito il palco piccolo del Magnolia, mi aspettavo, sinceramente, il classico tendone, quasi location canonica per questo tipo di proposte, invece lo stage primordiale, che sarà pure più sacrificante per certi versi, ma che trasuda underground e crea quel feeling diretto con il pubblico.

Quindi concerto molto bello e partecipato, suonato come non ci fosse un domani, alla massima potenza per un’ora e un quarto di sano indie-rock, scritto bene e con tutti gli ingredienti migliori. Tant’è che è abbastanza inspiegabile che ci siano, ad occhio e croce, solo un centinaio di persone, ma come ribadito altre volte, abbiamo smesso di farci domande.

Setlist che pesca, ragionevolmente, parecchio del disco nuovo, per altro, ripeto, bello e compiuto. Ma non mancano ovviamente i capisaldi di repertorio da “Man’s needs” a “We share the same skies” passando per “Be Safe” o “Mirror Kisses” per una ventina di brani ad asticella alta.

Havin’ fun!

Credit: Fabio Campetti


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