Polymarket, il gigante che specula sull’incertezza globale
12 aprile 2026 – ore 08:30 – Un click. Basta un istante per scommettere sull’esito di un conflitto geopolitico, la morte di un leader, il risultato di un referendum, persino il ritorno di Gesù. Benvenuti su Polymarket, la piattaforma che trasforma qualsiasi accadimento – guerre, catastrofi naturali, elezioni, sviluppi tecnologici o novità dal mondo dello sport e dello spettacolo – in mercati su cui puntare. Fondata nel 2020 da Shayne Coplan, allora poco più che ventenne, Polymarket nasce come Union Marketplace, con l’ambizione di contrastare la disinformazione destinando incentivi economici a previsioni accurate. Inizialmente, la sfera d’azione di questa piattaforma si limita soprattutto all’ambito politico: il primo grande momento di visibilità arriva infatti con le presidenziali USA del 2020, quando le speculazioni sulla vittoria di Donald Trump generano oltre 10 milioni di dollari di ricavi. Nel frattempo, la piattaforma migra su Polygon per ridurre i costi delle transazioni: nel 2022 viene però multata per 1,4 milioni di dollari dalla Commodity Futures Trading Commission e, in seguito, dichiarata illegale negli Stati Uniti. Nonostante tutto, Polymarket continua a crescere: durante le elezioni del 2024, la piattaforma registra 3,2 miliardi di dollari di scommesse politiche. Una cifra esorbitante, che porta il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ad aprire un’indagine penale per scoprire se, malgrado il divieto legale, la piattaforma abbia permesso a utenti statunitensi di scommettere. Il risultato? Le indagini vengono archiviate nel 2025, e nel 2026 è di nuovo possibile negoziare legalmente contratti su eventi in USA.
Ma come funziona questa sfera di cristallo virtuale, capace di smuovere profitti da capogiro? Il meccanismo, basato su contratti binari, è tanto semplice quanto potente: gli utenti acquistano quote “sì” o “no” su eventi futuri, con prezzi che oscillano tra 0 e 1 dollaro. Questo valore riflette la probabilità implicita attribuita dal mercato all’evento: ad esempio, se un contratto vale 0,70, il mercato attribuisce all’evento una probabilità del 70%. Se l’evento si verifica, la quota vincente viene riscattata a 1 dollaro, generando un profitto pari alla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore finale. Se l’evento non si verifica, la quota è pari a zero. Su Polymarket non esiste un bookmaker centrale: le operazioni si svolgono tramite smart contract e le transazioni in USD Coin, una criptovaluta ancorata al dollaro. L’iscrizione alla piattaforma richiede soltanto un indirizzo e-mail, senza verifica dell’identità: l’anonimato è parte integrante del sistema, favorendo un’esplosione di scommesse anche attorno ai temi più sensibili. Nel caso della crisi USA-Iran, ad esempio, si sono registrati picchi improvvisi di scommesse su possibili escalation militari: addirittura, una delle puntate ha preso in considerazione la probabilità che l’Iran testasse un ordigno atomico entro il 2027. A prescindere dall’eticità della puntata, se l’utente ha “fortuna”, solitamente la ricompensa arriva puntuale: in alcuni casi, seppur senza seguire una regola coerente, Polymarket ha bloccato o rimosso mercati considerati “non etici”, specialmente se riguardanti la morte imminente o la sorte di persone specifiche in tempo reale. In ogni caso, a determinare l’esito finale degli eventi intervengono gli “oracoli”, sistemi che confermano in modo imparziale il risultato sulla blockchain.
Dietro Polymarket, naturalmente, non c’è solo Coplan: tra gli investitori compaiono figure di spicco dell’élite politica e tecnologica americana. Un esempio? Lo stesso Donald Trump Jr., figlio del presidente, risulta consulente di Polymarket, mentre la sua società, 1789 Capital, figura tra gli investitori. Non è dunque un mistero che proprio questa piattaforma di prediction market sia cresciuta più rapidamente di altre, superando concorrenti come Kalshi e Betfair. Ma dietro l’ascesa di Polymarket si nasconde una realtà ambigua segnata, secondo alcuni osservatori, da manovre strategiche e poco trasparenti. Quando miliardi di dollari vengono puntati su un potenziale scenario futuro, la linea tra previsione e manipolazione si assottiglia: è il caso degli investitori “whale”, pochi soggetti che, disponendo di grandi capitali, possono puntare quote ingenti su un determinato evento, facendolo sembrare più probabile e alterando di conseguenza la percezione degli altri utenti. In quest’ottica, invece di promuovere “previsioni accurate”, la piattaforma si trasforma piuttosto in un bacino di profezie che si autoavverano. L’assenza di verifiche sull’identità rende tutto più semplice: secondo The Guardian, decine di account mostrano comportamenti sospetti, con diversi episodi assimilabili all’insider trading. Un caso emblematico si è verificato a gennaio, quando un nuovo account ha guadagnato circa 400.000 dollari scommettendo sulla destituzione di Nicolás Maduro, anticipando l’annuncio ufficiale della cattura: le fonti descrivono l’operazione come sospetta per tempismo e dimensioni, sebbene non vi siano prove certe che si trattasse effettivamente di insider trading. Il concetto però è chiaro: chi possiede denaro e informazioni riservate ha il potere di manipolare la percezione e dunque le scelte degli utenti, oltre che di arricchirsi puntando su un esito già noto.
Nonostante queste criticità, la piattaforma è utilizzata ormai a livello globale: la maggior parte dei Paesi europei, tuttavia, impone restrizioni all’utilizzo di Polymarket, poiché i mercati predittivi vengono considerati come forme di gioco d’azzardo non autorizzate o servizi finanziari senza licenza. Anche in Italia il sito è stato bloccato e inserito dall’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) nella lista dei siti di gioco non autorizzati: sebbene l’accesso alla piattaforma possa variare a causa di blocchi tecnici o ripristini temporanei, scommettere su Polymarket dall’Italia è comunque vietato. Molti utenti scelgono dunque di ricorrere alle VPN, esponendosi tuttavia a conseguenze legali e fiscali. Insomma, nonostante divieti e contraddizioni, Polymarket sembra ormai essere diventato un punto di riferimento globale per chi vuole monetizzare l’incertezza, sia essa di natura geopolitica, ambientale, economica o sociale. La sua struttura, capace di trasformare ogni evento in un’occasione di guadagno, finisce per influenzare non solo le aspettative degli utenti, ma anche il modo in cui le notizie circolano e vengono interpretate. In un ecosistema di capitali enormi, ambigue dinamiche di potere e anonimato strategico, il futuro non si limita ad essere oggetto di previsioni: diventa una realtà modellabile dai movimenti del mercato.
Articolo di Benedetta Marchetti




