due facce della Metro C tra riqualificazione e attese infinite
La Metro C ha due volti a pochi passi di distanza. Da una parte la luce e il design di Porta Metronia, la stazione-museo che ha restituito decoro e nuovi spazi a viale Ipponio; dall’altra l’ombra densa dei cantieri di Piazza Celimontana, dove da tredici anni una ferita di 8.000 metri quadrati resta transennata, sottraendo al quartiere il suo polmone di prossimità più caro.
L’attesa infinita: dal 2013 al miraggio 2038
Quello che un tempo era il “Giardino della Pace” – un’area attrezzata per bambini e anziani riqualificata nel 2003 – è oggi una distesa di asfalto e prefabbricati logistici.
«Siamo fermi dal 2013», attacca Paolo Gelsomini, portavoce del comitato Progetto Celio. «Se seguiamo il cronoprogramma della Metro C, rischiamo che questo spazio resti negato per venticinque anni totali. È un sequestro urbano senza precedenti».
La battaglia politica: «Spostate la logistica»
La pressione per liberare la piazza è arrivata anche in Aula Giulio Cesare. Le consigliere Nathalie Naim e Giulia Callini hanno ottenuto l’approvazione di un atto che impegna il Campidoglio a smantellare il campo base.
La tesi è semplice: la funzione strategica di quel cantiere sarebbe ormai esaurita o, comunque, delocalizzabile, permettendo così di avviare il ripristino del giardino.
Anche il Movimento 5 Stelle, con la capogruppo Federica Festa, ha chiesto un’accelerazione, sottolineando come il quartiere non possa più sopportare il peso di una logistica così invasiva nel cuore del rione.
Un giardino contro la “turistificazione”
Per chi vive il Celio, Piazza Celimontana non è solo un’area verde. A differenza della maestosa ma monumentale Villa Celimontana, questo era un giardino di quartiere:
Socialità: Uno degli ultimi punti di aggregazione per i residenti stabili, al riparo dai flussi turistici del Colosseo.
Prossimità: Uno spazio dove leggere, far giocare i bambini e incontrarsi quotidianamente.
Identità: Un baluardo di vita residenziale in un rione che sta cambiando volto a causa degli affitti brevi.
Verso nuovi sit-in
I residenti non intendono restare a guardare. Dopo due manifestazioni, il comitato è pronto a tornare in piazza per chiedere un tavolo tecnico decisivo.
La richiesta è ferma: restituire la piazza alla sua vocazione originaria, garantendo che i lavori della “Grande Opera” non cancellino definitivamente la qualità della vita di chi Roma la abita ogni giorno.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





