Catanzaro, contro il Monza è mancato solo il colpo del ko
Non è stata solo personalità. C’era anche quella e si è notato, ma il Catanzaro che per tutta la partita ha fatto sembrare più piccolo il Monza ha messo in campo ogni aspetto possibile: strategia, tattica, tecnica, fame. È mancato il colpo del ko per blindare una vittoria meritata ed evitare il pari beffa a tempo scaduto, però certe lezioni possono sempre essere utili e la sostanza rimane invariata: la squadra di Aquilani ha dimostrato ancora una volta di essere attrezzata a dovere anche per i playoff, dove il «competere» sottolineato dall’allenatore romano a Pasquetta ha da subito complicato la vita al Monza con la strategia giusta, certo non incentrata all’attesa per ripartire: è stato un piano studiato a dovere da Aquilani, che evidentemente si aspettava le pressioni uomo su uomo degli avversari e ha preparato le contromisure per eluderle nell’impostazione dal basso che nelle aggressioni alte.
E così, sul piano tattico, Liberali spesso faceva il Iemmello, nel senso che scendeva fino alla mediana per garantire uno sbocco in più e non lasciare in inferiorità numerica Pontisso e Petriccione, Alesi e D’Alessandro finché sono stati in campo si scambiavano posizione fra trequarti ed esterno sinistro, Favasuli che si allineava alle punte costringendo sulla difensiva prima Azzi poi Ciurria (mai visti da quel lato), Pittarello che al solito si dannava e i due braccetti Cassandro e Brighenti che non davano fiato alle punte del Monza, tanto che il gol del Catanzaro è nato da un anticipo di Brighenti a centrocampo. Per la tecnica bastano i palloni attaccati ai piedi di Liberali, contenuto a fatica, e il colpo da biliardo di Pontisso, per il vantaggio, che di qualità ne ha tirata fuori parecchia, insieme a Petriccione, in un reparto nel quale hanno dettato legge nonostante davanti avessero Pessina, Obiang e Hernani, cioè tre fra i più forti ed esperti centrocampisti del campionato.
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