Beirut travolta dai raid, vittime per le strade e panico. Tajani: Israele ha colpito veicolo italiano Unifil
Il premier libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di avere bombardato «quartieri residenziali densamente popolati, causando vittime tra civili disarmati in tutto il Libano». Secondo il ministro della Sanità, Rakan Nassereddine, sono centinaia i morti e i feriti in tutto il paese.
«Mentre accogliamo con favore l’accordo di cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e intensifichiamo i nostri sforzi per raggiungere un accordo di cessate il fuoco in Libano, Israele continua ad ampliare i suoi attacchi, che hanno preso di mira quartieri residenziali densamente popolati, causando vittime tra i civili disarmati in tutto il Libano, e soprattutto nella capitale Beirut, senza alcun riguardo per gli sforzi regionali e internazionali per porre fine alla guerra e con totale disprezzo per i principi del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, che Israele non ha mai rispettato», ha scritto su X il primo ministro, chiedendo a «tutti gli amici del Libano di aiutarci a porre fine a questi attacchi con ogni mezzo disponibile».
L’ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra Ali Bahreini ha dichiarato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient Le Jour.
«Centinaia di operativi di Hezbollah sono stati presi di mira in attacchi a sorpresa contro quartier generali in tutto il Libano, nel più grande colpo concentrato che Hezbollah abbia subito dall’operazione cercapersone» nel settembre del 2024. Lo ha rivendicato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, parlando dei raid di oggi in Libano. Katz ha poi aggiunto che il leader del gruppo filoiraniano Naim Qassem era stato avvertito che «Hezbollah avrebbe pagato un prezzo molto alto per aver attaccato Israele per conto dell’Iran, e che arriverà anche il suo turno».
Tajani a Israele: «I soldati italiani non si toccano»
«Purtroppo l’appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. Una colonna italiana dell’Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall’Idf: i colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo. Per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare e appena uscito da quest’aula chiederò alla Ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all’ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano per ribadire che i soldati italiani in Libano non si toccano. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, nel corso del Question Time alla Camera, a un’interrogazione di Fdi sulle iniziative per scongiurare un maggiore coinvolgimento del Libano nel conflitto in corso in Medio Oriente.
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