Vibo, tentano la truffa del “finto carabiniere” ai danni di un’anziana: due arresti
Prosegue l’attività di contrasto ai reati contro il patrimonio, con particolare attenzione alle truffe ai danni delle fasce più deboli. Nel pomeriggio di ieri, la polizia di Stato ha arrestato due uomini, residenti in Sicilia, colti in flagranza di reato mentre tentavano di raggirare un’anziana donna di 78 anni con la tecnica del cosiddetto “finto carabiniere”.
L’operazione è scattata dopo una segnalazione giunta agli investigatori della Squadra Mobile, che indicava un possibile tentativo di truffa in corso. Gli agenti si sono immediatamente recati presso l’abitazione della vittima per verificare la situazione. La donna ha raccontato di essere stata contattata telefonicamente da un uomo che si era qualificato come maresciallo dei carabinieri. Con un pretesto legato a presunte problematiche, l’interlocutore aveva cercato di convincerla a consegnare monili in oro a un emissario che sarebbe passato di lì a poco.
Già vittima in passato di un tentativo simile, la 78enne ha però intuito il raggiro e ha contattato i familiari, che hanno allertato le forze dell’ordine. Durante l’intervento, mentre gli agenti si trovavano ancora nell’abitazione, sono arrivate ulteriori telefonate da parte dei truffatori, gestite direttamente dalla Polizia. Poco dopo, uno dei due uomini si è presentato alla porta con l’intento di ritirare i gioielli, ma è stato immediatamente bloccato.
L’uomo ha poi fornito elementi utili per risalire al complice, intercettato poco dopo dalle Volanti dell’U.P.G. e S.P. nei pressi dell’abitazione, a bordo di un’auto. Al termine delle operazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, i due sono stati arrestati e trasferiti presso la locale Casa Circondariale, in attesa dell’udienza di convalida.
Il questore ha inoltre disposto nei loro confronti la misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Vibo Valentia per i prossimi tre anni. Le forze dell’ordine ricordano che nessun appartenente alle istituzioni richiede denaro o informazioni sensibili per telefono o di persona. Si invita pertanto la cittadinanza a segnalare tempestivamente qualsiasi episodio sospetto.
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