Salute

Perché i dati aggiornati sull’inquinamento dell’aria a Napoli parlano di eccesso di biossidi di azoto

Napoli da molti decenni è la metropoli italiana con i peggiori dati sanitari non solo per il cancro, specie per forme con patogenesi chiaramente legata ad inquinamento (polmone, mesoteliomi, rene, vescica, colangiocarcinomi, mammella, ecc) ma anche per patologie cardiovascolari acute. Tutti fanno finta di ignorare i dati ufficiali, che pure vengono prodotti senza particolari studi ma che nessuno semplicemente rielabora e rende pubblici.

Nei primi tre mesi del 2026 molte città italiane hanno già registrato numerosi giorni con concentrazioni di inquinanti superiori alle soglie di riferimento. Napoli continua a registrare un eccesso dei micidiali biossidi di azoto responsabili principali dell’eccesso di eventi cardiovascolari acuti (ictus ed infarti oltre il cancro) che stanno falciando da decenni i napoletani letteralmente immersi in questo ambiente insalubre senza che nessuno intervenga con efficacia sulle cause, senza ulteriori quanto inutili studi.

È quanto emerge dall’aggiornamento a fine marzo 2026 dei dati del nostro progetto “Cambiamo aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane” realizzato da Isde Italia in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, che monitora la qualità dell’aria attraverso 58 centraline di traffico e di fondo urbano in 27 città, utilizzando i dati delle reti regionali ARPA/APPA.

Il nostro monitoraggio su dati ARPAC evidenzia a Napoli la persistenza di criticità per il biossido di azoto (NO₂), inquinante fortemente legato non solo alle emissioni dei veicoli auto diesel private, per le quali è stata emanata specifica ordinanza del Sindaco di Napoli sin da ottobre 2025, ma soprattutto dall’eccezionale sviluppo del Porto senza elettrificazione delle banchine e con l’utilizzo di carburante diesel di pessima qualità senza adeguati controlli a contrasto.

In particolare per Napoli appare chiara (oltre ad una situazione meteo climatica ricca di pioggia e venti in questi primi tre mesi del 2026) anche la reale incidenza delle ordinanze del Sindaco Manfredi che ha bloccato il traffico privato delle auto diesel da fine ottobre 2025.

Napoli non è più come nel 2025 record assoluto di produzione dei biossidi di azoto assassini ma, per questi primi tre mesi del 2026, è scesa al quarto posto in Italia, con una diminuzione pari esattamente al 22% rispetto ai livelli precedenti (36 sforamenti vs 46 nei primi tre mesi del 2026).

Questi dati sono quindi in perfetta linea con quanto tutti sappiamo da decenni, e cioè che il traffico veicolare auto privato a Napoli incide nella produzione dei micidiali biossidi di azoto per non oltre il 20% del totale, mentre circa l’80% del totale dei biossidi di azoto proviene dal Porto e in particolare non solo dalle maxi navi da crociera a motori accesi per assenza di banchine elettrificate, ma anche e soprattutto dalla costante presenza di traghetti specie della tratta Napoli-Palermo ormai vetusti e che utilizzano carburante diesel di qualità non controllata.

La Ue ha già avviato ulteriori procedure di condanna per l’intera Italia per tali eccessi fuori controllo dei tossici biossidi di azoto a Napoli e Palermo. Di particolare ulteriore gravità è anche la notizia ufficiale che circa l’80% della colmata di Bagnoli è già pronta e “messa in sicurezza” con il capping al fine di accogliere quanto prima sia gli equipaggi sia – soprattutto – i miliardi di euro dell’America’s Cup.

Ebbene nessuno rileva, e questo è gravissimo, che mentre il Sindaco di Napoli ha attestato che era pura follia anche il solo pensare di smuovere materiali dalla colmata per non meno di 220mila tonnellate per realizzare una bonifica completa della zona per la ineludibile necessità del passaggio insostenibile di migliaia di Tir a tale scopo, tutti tacciono invece sul dragaggio dei fondali marini per una quantità eccezionale di materiale altamente tossico nocivo non inferiore alle 130-150 mila tonnellate. Che fine hanno fatto queste 150mila tonnellate di materiale altamente tossico nocivo strapieno di sostanze altamente tossiche come diossine, pcb, metalli come mercurio cadmio e stagno che sono state dragate nei fondali di Bagnoli?

In presenza di altoforni accesi come a Taranto (Ilva) le cozze tarantine sono state monitorate anche da un punto di vista tossicologico per diossine e pcb almeno. Da noi invece pur in presenza di un eccesso di casi di epatite A e di certificata contaminazione di mitili coltivati proprio nelle zone del SIN Bagnoli e Area domitio flegrea, nessuno dei nostri “responsabili” si è posto la semplice domanda: ma 130-150 mila tonnellate di materiali altamente tossici e nocivi, dragati nei fondali di Bagnoli, possono contaminare pure le cozze coltivate in zona?

L’eccezionale incremento di cancro specie tra i giovani è legato anche all’inquinamento ambientale non controllato (enigma early onset). Non esiste nessun mistero, ma solo voluta distrazione di massa ed assenza non di ulteriori quanto inutili studi, ma di analisi con immediato intervento su dati già ampiamente esistenti ma tenuti nascosti, vedi dati epidemiologici per distretto ASL Napoli 1. Quanti napoletani devono ancora ammalarsi e morire di cancro, ictus e infarti per intervenire a contrasto?


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