Calabria

Nuovo ospedale a Catanzaro: la Regione spinge, il Comune costretto a rincorrere

Due approcci opposti, due modi di intendere la politica che vanno in direzioni diverse. Sul nuovo ospedale di Catanzaro si deve registrare da un lato la volontà della politica regionale, almeno sulla carta, di avviare una procedura che porti alla realizzazione dell’opera; dall’altro, la scelta di non scegliere da parte della politica cittadina.
Pur nella consapevolezza che le risorse che la Regione aveva a disposizione per l’opera sono state significativamente ridimensionate, la scelta di Roberto Occhiuto di chiedere al PoliMi di analizzare le ipotesi in campo lascia intendere che ci sia da parte sua la volontà di procedere lungo la strada del decisionismo (a distanza di 20 anni da quando è nata l’idea di dare a Catanzaro un nuovo presidio ospedaliero). Al contrario, il silenzio del sindaco, della sua maggioranza (a eccezione della vicesindaca Iemma) e anche delle minoranze in Consiglio comunale fa pensare che su quello che doveva essere il tema per eccellenza che dovesse qualificare la consiliatura e il futuro della città, non ci sia alcuna voglia di esprimersi per non scontentare nessuno. Eppure, chiunque tra maggioranza e opposizione, quando è stato eletto, è stato investito della responsabilità di decidere.
Non può bastare il timido tentativo, poi naufragato, di convocare un Consiglio comunale sul tema sanitario dal momento che a quell’appuntamento non si era comunque arrivati con un dibattito già costruito e formato, tanto nelle sedi politiche, quanto nella città. Qui, invero, sarebbe necessario aprire anche una riflessione sul ruolo dei partiti e sulla loro capacità di dare vita a confronti e dibattiti capaci di coinvolgere la cittadinanza. O aprire uno spaccato su una cittadinanza che stenta a lasciarsi coinvolgere in maniera concreta e fuori dalle piazze virtuali dei social.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »