Crisi carburante: all’aeroporto di Reggio Calabria scatta il razionamento
L’ombra della guerra anche sugli scali calabresi: razionamento di carburante militato a 3000 litri per volo all’aeroporto di Reggio Calabria.
COSENZA – La crisi globale dei carburanti colpisce anche gli scali aeroportuali della Calabria. L’aeroporto di Reggio Calabria, infatti, è l’ultima delle piste inserite nel “notam” (acronimo di notice to airmen, ossia i bollettini destinati ai piloti), con limitazioni di carburante.
Fino alle 11 del mattino di oggi, 6 aprile 2026 ogni singolo aereo potrà rifornirsi di soli tremila litri di carburante per effetto delle forniture estremamente ridotte. Il bollettino, diramato alle 9 e 57 del sei aprile, sembra comunque non aver causato problemi sui voli programmati. Tutti quelli previsti nella giornata del 6 aprile sono decollati senza problemi.
Ma la situazione sembra allargarsi a macchia d’olio. Lo stesso bollettino segnala anche problemi ben più gravi a Brindisi, dove il carburante è disponibile solo per voli di stato, missioni Sar (search and rescue) e soccorso aereo. Tutti i voli di linea devono fare rifornimento in partenza considerando anche il quantitativo necessario per il volo successivo da Brindisi ad altre destinazioni. Anche qui, però, ieri non ci sono state cancellazioni. La situazione resta molto complessa.
L’ALLERTA DELLE COMPAGNIE E IL PERICOLO CANCELLAZIONI PER IL RAZIONAMENTO DEL CARBURANTE ANCHE ALL’AEROPORTO DI REGGIO
La guerra Usa-Israele-Iran potrebbe avere effetti importanti anche sulla stagione turistica calabrese. Lo scalo di Reggio si unisce a Milano Linate, Venezia, Bologna e Treviso, già colpiti da limitazioni sui rifornimenti. Le compagnie, dunque, dovranno pianificare i voli in maniera differente, con Ryanair che ha già avvertito: se non cambia qualcosa da maggio in poi le restrizioni saranno ancora più pesanti, con rischio cancellazioni.
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