Vibo Valentia, stretta sul lavoro nero: sospese 5 attività e multe per 60 mila euro
Non si ferma l’offensiva dell’Arma contro lo sfruttamento del lavoro e la mancanza di sicurezza sui cantieri. Un’operazione congiunta, condotta dai militari del Comando Provinciale di Vibo Valentia e dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, ha portato alla luce un quadro di diffusa irregolarità in diversi settori economici della provincia, dal commercio all’edilizia.
Le attività di controllo, che hanno visto impegnate le Stazioni di Serra San Bruno, Nardodipace, Spilinga e Maierato, insieme agli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Vibo e del Gruppo di Napoli, hanno passato al setaccio otto aziende dislocate tra la fascia costiera e l’entroterra delle Serre vibonesi.
Il bilancio dell’operazione è netto: tutte le aziende ispezionate presentavano irregolarità. Su un totale di 20 posizioni lavorative esaminate, i Carabinieri hanno individuato 9 lavoratori irregolari, di cui ben 7 completamente “in nero”, privi di qualsiasi tutela contrattuale o previdenziale.
Oltre all’impiego di manodopera illegale, gli ispettori hanno accertato una serie di gravi carenze che mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori: mancanza di formazione specifica sulla sicurezza; omissione della sorveglianza sanitaria (visite mediche obbligatorie); inadempienze strutturali nella gestione logistica e organizzativa dei cantieri edili.
In un caso specifico, è stata accertata anche una violazione dello Statuto dei Lavoratori: il titolare aveva installato un sistema di videosorveglianza per il controllo a distanza dei dipendenti senza le necessarie autorizzazioni legali.
Le conseguenze legali e amministrative per gli imprenditori sono state immediate. Sette persone sono state denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Il pugno duro dell’Arma ha portato inoltre alla sospensione di 5 attività imprenditoriali: si tratta di quattro cantieri edili e di un ristorante situato nell’area dell’Angitola, tutti bloccati per l’alta incidenza di lavoratori in nero. Dal punto di vista economico, il conto è salatissimo: sono state elevate sanzioni amministrative per circa 40.000 euro e ammende penali che superano i 20.000 euro.
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