Cosa fare a Pasquetta in Calabria? Ecco alcune tappe nel cuore della natura tra storia e mito
Trovare l’angolo giusto per Pasquetta in Calabria è un’arte: la sfida è schivare la folla dei soliti prati e trovare quel mix perfetto tra natura selvaggia e storia.
Ecco cinque gemme poco battute, lontane dai soliti circuiti, dove la “scampagnata” con la famiglia, con i parenti e gli amici, diventa un’esperienza diversa dal solito:
1. Il Sentiero dell’Archifòro (Serra San Bruno)
È uno dei sentieri più suggestivi del Parco Naturale Regionale delle Serre. Si snoda tra boschi di faggi e abeti bianchi monumentali.
Il percorso: È un anello che ti porta a scoprire la “Pietra del Signore”, un enorme monolito di granito. Il sentiero è ben tracciato e immerso in un’atmosfera quasi mistica.
Perché andarci: È perfetto se cerchi ombra, aria purissima e il fascino della montagna. Dopo la camminata, puoi visitare l’esterno della Certosa di Serra San Bruno o fare un picnic nelle aree attrezzate vicine.
2. Percorsi intorno a Gerace (Reggio Calabria)
Nei dintorni di Gerace è possibile vivere meravigliose esperienze nel Parco Nazionale dell’Aspromonte (Geo-parco Unesco) con la visita a incantevoli luoghi naturali come le grotte lungo il fiume “San Paolo” e le grotte chiamate “San Dijunio”.
Possibili percorsi di Trekking:
– Dal Passo Ropolà alle gole del San Paolo – Dislivello 475 s.l.m. a 147 s.l.m. Km 13 – Difficoltà media.
– Geosito Monte Tre Pizzi Ciminà – 16 Km – Difficoltà medio-alta. Un sentiero, immerso nella fitta vegetazione dell’Aspromonte, che offre ampi spazi di osservazione che spaziano dalla valle del fiume alla rocca di Gerace, il castello di Roccella Jonica e il mar Ionio di Capo Bruzzano. Il percorso culmina con la visita ai ruderi dell’antica chiesa dei Santi Pietro e Paolo a 700 metri sul livello del mare.
– Le Dolomiti Meridionali, ovvero le Torri del Canolo – Arrampicata sportiva.
– Monolite di Pietra Cappa – San Luca – (a circa 40 km da Gerace) – 830 slm. -Difficoltà media. La Valle dei Sassi grossi ospita vari conglomerati rocciosi come Pietra Lungo, Pietra Castello, Rocche di S Pietro e altri. Questo itinerario è descritto come l’anello di Pietra Cappa, un monolite ritenuto tra i più grandi d’Europa, che occupa 4 ettari e si eleva per oltre 130 m. La valle dei grandi sassi dove risiede Pietra Cappa è raggiungibile dalla strada statale 106, prendendo l’uscita per San Luca e proseguendo verso i monti per oltre 15 km.
– Il sentiero natura della “Scialata” (o del torrente Levadìo), un sentiero escursionistico di montagna situato nel territorio del Comune di San Giovanni di Gerace (RC).
Riserva Naturale della Valle dell’Argentino (Cosenza)
La Riserva Naturale Orientata del Fiume Argentino si estende nel territorio dei monti di Orsomarso, lungo l’alto Tirreno cosentino, rappresentando una delle aree più selvagge e incontaminate del Parco Nazionale del Pollino.
La sua istituzione è il risultato della forte sensibilità e dell’amore per il territorio da parte delle comunità locali, che si sono attivate presso il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste per ottenere il riconoscimento di un’area protetta capace di preservare questo prezioso ecosistema. La riserva comprende la parte superiore del bacino del fiume Argentino, dalle sorgenti fino a circa un chilometro dall’abitato di Orsomarso. Il paesaggio si distingue per l’alternanza di imponenti pareti rocciose e piccole vallate solcate dal corso d’acqua, il cui nome deriva dalla straordinaria limpidezza delle sue acque, caratterizzate da riflessi argentei.
Il fiume, alimentato da numerosi ruscelli e suggestive cascate – tra cui la celebre cascata della Ficara – percorre circa 20 chilometri prima di confluire nel Fiume Lao, dando vita a un ambiente umido particolarmente favorevole allo sviluppo della vegetazione. L’area protetta svolge un ruolo fondamentale nella conservazione della fauna locale, offrendo un habitat ideale per specie come il capriolo autoctono e il lupo. Dal punto di vista geologico, il territorio presenta caratteristiche selcifero-marnose tipiche dell’area di Verbicaro, insieme a formazioni calcareo-dolomitiche proprie della catena del Pollino.
Tra gli elementi più caratteristici della riserva spicca la “Pietra Campanara”, una suggestiva stele calcarea situata nella zona più elevata, meta di interesse per escursionisti e visitatori.
Escursione alle Grotte di Verzino (Crotone)
Il trekking alle Grotte di Verzino prende avvio dal suggestivo centro storico di Verzino, un piccolo borgo dell’area presilana immerso in un paesaggio unico, dove le dolci colline dell’alto crotonese si alternano armoniosamente a vigneti, uliveti, frutteti e tratti più aridi e argillosi.
Le origini del paese si intrecciano tra mito e storia: secondo la leggenda sarebbe stato fondato da Filottete, mentre le testimonianze archeologiche indicano la presenza di popolazioni enotrie, dedite alla caccia e alla pastorizia, già prima dell’arrivo dei Greci.
A breve distanza dal borgo si trova un affascinante insediamento rupestre risalente all’alto Medioevo, probabilmente di epoca bizantina. Dopo aver esplorato il centro abitato — con il Palazzo Ducale della famiglia Cortese, oggi sede del Municipio, la Chiesa di Santa Maria Assunta e quella di San Biagio — si intraprende un sentiero semplice e accessibile, lungo circa 5 km, che conduce direttamente al complesso delle grotte. Qui si apre uno scenario suggestivo fatto di ambienti scavati nella roccia, un tempo abitati dai monaci basiliani.
L’itinerario prevede anche tappe intermedie di grande interesse, come il Museo della Speleologia e un antico palmento con frantoio, testimonianze della tradizione rurale del territorio. Il percorso si conclude con un emozionante trekking fluviale lungo le gole e le cascate del Fiume Vitravo.
Cosa visitare nei dintorni
Chi desidera prolungare il soggiorno nell’alto crotonese può scoprire numerose altre meraviglie del territorio. Gli amanti della natura incontaminata possono esplorare i Calanchi di Cutro, caratterizzati da un paesaggio argilloso e ondulato dal fascino quasi lunare, oppure avventurarsi tra i boschi e i laghi del Parco Nazionale della Sila, nel suo versante crotonese. Qui si trovano luoghi suggestivi come il “Laghetto dell’Amore” e i laghi San Liquora e Perticaro, nei pressi del panoramico accesso al borgo di Umbriatico.
Proseguendo verso sud si incontra il Geosito dei Diapiri Salini di Zinga, un’area di grande interesse geologico modellata dall’azione dell’acqua e degli agenti atmosferici in forme spettacolari. Poco distante, la Chiesa di Sant’Antonio introduce al borgo di Pallagorio, di origine arbëreshë, dove lingua e tradizioni italo-albanesi sono ancora vive. Tra gli edifici più significativi spicca la Chiesa del Carmine, il cui campanile richiama quello del Palazzo Vecchio.
Dopo aver gustato le eccellenze locali — come il rinomato Pane di Pallagorio, il Pecorino Crotonese DOP e i vini Cirò e Melissa — l’itinerario può concludersi con una visita al Santuario della Madonna della Scala, elegante edificio settecentesco situato nel territorio di Belvedere di Spinello.
Alla scoperta del Canyon delle Timpe Rosse: il “Grand Canyon” di Zagarise (Catanzaro)
Se sei alla ricerca di un tesoro naturalistico lontano dai circuiti turistici più affollati, il Canyon delle Timpe Rosse rappresenta una delle mete più enigmatiche e affascinanti della provincia di Catanzaro. Situata nel cuore del versante catanzarese del Parco Nazionale della Sila, questa gola è un vero capolavoro geologico, plasmato meticolosamente dalla pazienza della natura.Un viaggio tra sculture di roccia e sfumature di fuoco
Le Timpe Rosse non sono semplici formazioni rocciose, ma il risultato di millenni di erosione. Il vento, la pioggia e lo scorrere incessante del torrente Uria hanno scavato l’arenaria, creando pinnacoli e pareti maestose che sembrano quasi sculture d’arte moderna.
Ciò che rende questo luogo unico è la sua colorazione vibrante:
L’origine del colore: La roccia è ricca di minerali ferrosi che le donano una gamma cromatica incredibile.
Il gioco di luci: Le pareti variano dal rosa tenue al rosso sangue. Al calar del sole, il canyon sembra letteralmente “accendersi”, offrendo uno spettacolo visivo che giustifica ampiamente il nome di questo luogo.
Guida all’escursione: come arrivare e cosa sapere
L’avventura parte dal centro abitato di Zagarise. Da qui, ci si immette su un sentiero caratterizzato da una pendenza piuttosto pronunciata che conduce fin nelle viscere della gola.Nota di stile: Una volta arrivati, l’emozione è quella di essere “inghiottiti” dalla terra, circondati da pareti imponenti che raccontano la storia geologica della Calabria.
Dettagli Tecnici del Percorso
Per goderti l’esperienza in totale sicurezza e autonomia, tieni a mente questi parametri:
Caratteristica Dettaglio Lunghezza totale 3 km (andata e ritorno)
Tempo di percorrenza: circa 2 ore Dislivello 150 metri Difficoltà: media (richiede un minimo di abitudine al trekking) Poiché il sentiero è a tratti scosceso e accidentato, è consigliabile affrontarlo con un buon paio di scarponcini da trekking e una scorta d’acqua.
Il momento migliore: Il tramonto è l’ora magica in cui l’arenaria brilla di un rosso fiammeggiante, perfetto per gli appassionati di fotografia.Rispetto per l’ambiente: Trattandosi di un’area protetta e fragile, è fondamentale non lasciare tracce del proprio passaggio per preservare intatta la magia delle Timpe Rosse.
L’immagine di copertina è a scopo illustrativo ed è stata realizzata con l’IA
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