Vibo, scontro totale sulla delocalizzazione dei depositi costieri. Meridionale Petroli: “Dal Comune solo bozze e annunci senza fondamento”

Non è più solo un confronto istituzionale, ma un vero e proprio “j’accuse” quello lanciato da Meridionale Petroli contro l’amministrazione comunale di Vibo guidata dal sindaco Romeo. Con un comunicato durissimo diffuso oggi, venerdì 3 aprile, l’azienda rompe il silenzio per “ristabilire la verità dei fatti”, smentendo punto su punto le recenti dichiarazioni del primo cittadino sulla presunta delocalizzazione del deposito costiero di Vibo Marina.
Il “giallo” del Protocollo d’Intesa
Secondo la società, il tanto sbandierato Protocollo d’Intesa che il Sindaco ha presentato come traguardo acquisito sarebbe, in realtà, un documento privo di sostanza. “Una mera bozza di dodici pagine, non editabile e priva di contenuti vincolanti”, attacca l’azienda, sottolineando come il Comune non abbia ancora fornito riscontro alla versione integralmente revisionata inviata da Meridionale Petroli lo scorso 16 marzo.
I nodi irrisolti: mancano aree, fondi e garanzie
Il cuore della contestazione riguarda la fattibilità tecnica ed economica dell’operazione. L’azienda riporta le risultanze della riunione del 30 gennaio, durante la quale sarebbe emerso un quadro ben diverso da quello narrato dalle istituzioni:
Aree inesistenti: Non sarebbero state individuate zone idonee. Persino la proprietà dell’area indicata come alternativa avrebbe dichiarato di non poterne attestare l’idoneità.
Fondi fantasma: Nonostante gli annunci su presunti finanziamenti pubblici, i rappresentanti ministeriali avrebbero chiarito che, al momento, non esiste alcuno stanziamento.
Costi enormi: La realizzazione di un nuovo deposito richiederebbe investimenti superiori ai 100 milioni di euro, cifre che rendono gli interventi infrastrutturali citati dal Comune “estremamente limitati e inadeguati”.
L’ombra del “Soggetto Terzo” da 12mila euro
L’attacco più circostanziato riguarda un misterioso operatore privato che, secondo il Comune, sarebbe pronto a subentrare, delocalizzare e persino potenziare l’impianto con una boa off-shore. Meridionale Petroli solleva dubbi pesantissimi sulla solidità di tale soggetto:
“Sulla base dei dati pubblici del 2023, questo soggetto presenta un fatturato di circa 12.000 euro e un utile pari a zero. Come può un operatore simile garantire un investimento da cento milioni, la sicurezza degli impianti e la tutela dei lavoratori?”
Allarme occupazione e sicurezza energetica
L’azienda non nasconde la preoccupazione per il clima di incertezza generato dalle comunicazioni comunali, che rischierebbe di destabilizzare un presidio industriale strategico per l’intera regione. “Ogni incertezza ha un nome, un volto e una famiglia”, scrive la società, rivendicando il proprio ruolo nella protezione dei posti di lavoro e della continuità energetica del territorio.
La sfida del confronto pubblico
Meridionale Petroli chiude la nota con una sfida aperta: la disponibilità a un confronto pubblico e trasparente nelle sedi opportune, dove ogni affermazione possa essere verificata attraverso atti ufficiali. La palla passa ora a Palazzo Luigi Razza: la comunità di Vibo Marina attende risposte che vadano oltre gli annunci social, cercando certezze su un futuro che coinvolge centinaia di lavoratori e l’economia dell’intera provincia
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