Bagnacavallo, tre persone arrestate per l’incendio doloso al calzaturificio

Questa mattina, i Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lugo, in collaborazione con i colleghi della stazione di Vibonati, in provincia di Salerno, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare, emesse dal giudice per le indagini preliminare del tribunale di Ravenna a carico di altrettante persone, due uomini e una donna, ritenute responsabili di un grave incendio.
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L’evento delittuoso si sarebbe consumato nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2025 nel comune di Bagnacavallo, ai danni del calzaturificio Emanuela. Un incendio di vaste proporzioni che ha interessato un capannone aziendale adibito allo stoccaggio di materie prime e che avrebbe causato la distruzione totale dei materiali e ingenti danni strutturali all’edificio.
Il danno patrimoniale complessivo è stato stimato in circa 500 mila euro, comportando anche l’interruzione dell’attività produttiva dell’azienda. I successivi rilievi tecnici e i sopralluoghi dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco hanno permesso di riscontrare la presenza di un liquido accelerante, confermando la natura dolosa del rogo. Le indagini hanno consentito inoltre di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di tre soggetti, nello specifico una donna e due uomini. Il movente sarebbe da ricondurre a un forte risentimento e a intenti di vendetta nutriti dalla donna nei confronti della titolare dell’azienda colpita. Questi attriti sarebbero scaturiti da pregresse controversie civili legate a vicende ereditarie e a una procedura di sfratto in corso.
Per gli investigatori, ideatrice del piano criminoso, organizzato con il fine di intimidire l’azienda, sarebbe stata la donna mentre il compagno si sarebbe reso complice fornendo un supporto logistico e occupandosi di individuare e assoldare il terzo complice, accompagnandolo a bordo della propria auto nelle vicinanze del calzaturificio la notte del delitto. Il terzo uomo, invece, avrebbe agito in veste di esecutore materiale, appiccando il fuoco all’interno del capannone in cambio di una somma di denaro da parte della coppia.
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Il quadro indiziario è stato chiarito attraverso l’incrocio dei dati raccolti tramite l’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona, la verifica dei transiti ai varchi di lettura targhe, e il supporto di operazioni tecniche che avrebbero rivelato un quadro ancora più allarmante.
Infatti, a quanto riferito dall’Arma, il gruppo stava pianificando ulteriori e più gravi atti intimidatori e violenti contro la titolare dell’azienda tra cui potenziali rapine e sequestri di persona. I due uomini sono stati portati in carcere mentre la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari.
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