Basilicata

L’Asp di Reggio diffida il Comitato di Polistena

Il Comitato a tutela della salute di Polistena accusato di «procurato allarme». La replica: «Denunciare disfunzioni è un diritto». Nessun passo indietro: «L’ospedale non può essere svuotato»


POLISTENA – Una risposta ferma, pubblica, senza arretramenti. Il Comitato a tutela della salute replica alla diffida dell’Asp con una conferenza stampa partecipata, trasformando un atto ritenuto intimidatorio in un momento di rilancio della mobilitazione civica. Al centro il diritto dei cittadini a denunciare criticità e a pretendere servizi sanitari adeguati.

DIFFIDA AL COMITATO, PRONTA LA REPLICA

Ad aprire gli interventi è Marisa Valensise, coordinatrice del Comitato, che chiarisce subito il senso dell’iniziativa: «Abbiamo provato più volte a dialogare con le istituzioni, ma alle promesse non sono seguiti i fatti. Per questo abbiamo deciso di fare un passo avanti: 2400 firme per chiedere formalmente risposte».

LE ACCUSE, PROCURATO ALLARME

Il riferimento è alla diffida ricevuta dall’Azienda sanitaria per procurato allarme, letta dal Comitato come un segnale preoccupante: «Non vogliamo attaccare nessuno, ma non possiamo accettare che chi segnala disservizi venga messo sotto pressione. Qui si parla della salute delle persone, di un diritto fondamentale». Un passaggio che si lega alle criticità denunciate da tempo: «Le liste d’attesa sono fuori controllo, con migliaia di cittadini in attesa di interventi. I reparti sono in difficoltà, il personale è insufficiente. E intanto i servizi si riducono». E ancora, sul futuro della sanità territoriale: «Si parla di Case di comunità, di nuovi modelli organizzativi, ma senza personale restano solo progetti sulla carta. Servono medici, infermieri, professionisti. Senza programmazione si rischia anche di perdere risorse importanti».

LA RISPOSTA DEL COMITATO DI POLISTENA: «ABBIAMO IL DIRITTO DOVERE DI DENUNCIARE QUELLO CHE NON FUNZIONA»

Parole che si trasformano in una rivendicazione netta: «Abbiamo il diritto e il dovere di denunciare ciò che non funziona. Nessuno può pensare di intimidire una comunità che chiede semplicemente il rispetto dei propri diritti». A testimoniare la dimensione più ampia della mobilitazione, era presente anche una delegazione del Comitato di Locri, Santo Bagalà in rappresentanza del Comitato di Gioia Tauro e il dottor Mazzitelli, figura storica legata al presidio ospedaliero di Polistena.

L’INTERVENTO DEL SINDACO DI POLISTENA

L’intervento del sindaco di Polistena Tripodi sposta il discorso su un piano politico e istituzionale più ampio: «Noi non stiamo facendo una battaglia contro l’ospedale pubblico. La stiamo facendo per difenderlo. Vogliamo che sia messo nelle condizioni di funzionare e di garantire servizi adeguati». Il primo cittadino richiama anche il percorso avviato negli anni: «Siamo alleati della sanità pubblica, non avversari». E lancia un avvertimento chiaro rispetto al futuro del presidio: «La realizzazione di nuove strutture non può significare lo svuotamento dell’ospedale di Polistena. Deve restare un punto di riferimento per tutto il territorio». Da qui la richiesta di un cambio di passo: «Serve un investimento serio, una riqualificazione vera. Non bastano interventi parziali. Questa è una battaglia che deve continuare». Nel mezzo, una linea condivisa: nessun passo indietro.


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