Basilicata

Potenza, l’autovelox delle promesse mancate

Potenza, ripristinato l’autovelox al Varco D’Izzo: il sindaco Telesca aveva garantito in campagna elettorale la chiusura e l’attuale assessore Giuzio nel 2024 addirittura proponeva un referendum per l’abolizione


POTENZA – Come se fosse Capodanno – e per l’amministrazione comunale di Potenza sarà una sorta di Capodanno – dalla mezzanotte e un minuto di oggi sarà nuovamente attivato l’autovelox di Varco d’Izzo in direzione Potenza. La riattivazione segue la conclusione dei lavori di riqualificazione della piattaforma stradale eseguiti da Anas. L’autovelox più odiato dai potentini, ma anche da alcuni esponenti politici oggi alla guida della città, era stato spento a metà ottobre del 2025, per consentire l’esecuzione dei lavori da parte dell’Anas.

POTENZA, AUTOVELOX TORNA IN FUNZIONE

Da oggi l’impianto di rilevazione elettronica della velocità sarà di nuovo un «bancomat» – così lo definì nel 2024, quando era consigliere di opposizione, l’attuale assessore alla Mobilità, Francesco Giuzio (“Basilicata possibile”) – a disposizione del Comune. E se all’epoca nel video che Giuzio postò sulla pagina Facebook di “Basilicata possibile” il «bancomat» – l’attuale assessore addirittura proponeva un referendum per la sua eliminazione – serviva, sempre stando al video denuncia, per rimpinguare le casse dell’amministrazione Guarente, oggi invece a usufruire del «bancomat» sarà la sua stessa amministrazione.

LE PROMESSE DI TELESCA E GIUZIO

E dire che in campagna elettorale sia Giuzio, sia Telesca avevano promesso ai potentini che nei primi 100 giorni del loro mandato avrebbero rimosso l’autovelox. Così non è stato. E il «bancomat» ricomincerà a “erogare” soldi che rimpingueranno le casse della Giunta Telesca.
Il Comune, nell’annunciare il ripristino dell’autovelox, ha fatto sapere che provvederà al ripristino di tutta la segnaletica di preavviso prevista dalla legge per garantire la massima informazione.

E rispetto ai proclami elettorali oggi dal Palazzo di città la fermezza ha preso il sopravvento rispetto alle contestazioni: «L’amministrazione comunale – è scritto nella nota con cui hanno comunicato la riattivazione del rilevatore elettronico della velocità – intende ribadire come il controllo della velocità rappresenti uno strumento fondamentale di prevenzione e sicurezza stradale. Il rispetto dei limiti di velocità costituisce infatti uno degli elementi essenziali per la riduzione dell’incidentalità e per la tutela della vita e dell’incolumità di automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni».

L’ANNUNCIO DEL COMUNE SUL RIPRISTINO DELL’AUTOVELOX

L’autovelox «persegue l’obiettivo di promuovere comportamenti di guida più prudenti e responsabili lungo una delle principali direttrici di accesso alla città» e, pertanto, «si invitano tutti gli utenti della strada a prestare la massima attenzione alla segnaletica presente e a rispettare i limiti di velocità vigenti, contribuendo così a rendere più sicura la circolazione per l’intera comunità». Intera comunità che, appresa la notizia, si è letteralmente scatenata soprattutto sulla pagina Facebook del Comune.

LE ACCUSE ALL’AMMINISTRAZIONE

Le accuse principali, mosse al sindaco Telesca e all’assessore Giuzio, sono proprio quelle di incoerenza e di avere preso in giro i cittadini solo per racimolare voti, salvo cambiare idea una volta insediatisi nel Palazzo di Città. In tanti hanno usato anche espressioni molto più colorite ma il senso di tutto è quello di una stragrande maggioranza di cittadini che è sbottata perché si è sentita presa in giro. Rimesso anche in giro sulla rete il video del 2024 girato dall’attuale assessore Giuzio che tuonava contro l’amministrazione Guarente e che si faceva promotore di un referendum per chiedere la rimozione dell’autovelox.

DA BANCOMAT A BALUARDO DI SICUREZZA STRADALE

Oggi, quello che all’epoca veniva definito «bancomat» per il sindaco Guarente, è diventato un “baluardo” della sicurezza stradale.
Sicurezza stradale che, sia ben chiaro, sta a cuore a tutti e nessuno si sognerebbe mai di incitare al non rispetto delle regole e delle norme previste dal Codice stradale. Il punto è la coerenza, la credibilità e il non tradire la fiducia di quanti hanno creduto alle promesse e alle proposte elettorali.
Un patto di fiducia che, in questo caso, è venuto a mancare.


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