Ha vinto il no e questo è un risultato politico

Fernando Piantini, segretario dell’unione comunale del Partito Democratico di Bibbiena ha elaborato una serie di riflessioni in base ai dati del referendum sulla giustizia che ha visto vincere il No alle modifiche costituzionali chieste dal Governo.
“Il referendum è uno degli strumenti più alti di partecipazione democratica, per questo anche uno dei momenti più emozionanti: è il momento in cui le cittadine e i cittadini si esprimono non sui tecnicismi, ma su principi, valori e visione del Paese. È Monarchia o Repubblica, divorzio, aborto, acqua pubblica, nucleare. E anche questa volta il voto ha avuto un significato chiaro. Il quesito toccava un punto essenziale dell’equilibrio democratico, perché stavolta ai cittadini è stato chiesto: “Vuoi che il potere esecutivo controlli il potere giudiziario?” La risposta è stata netta. A fronte di 12.448.018 voti favorevoli alla riforma, 14.461.573 persone hanno scelto di difendere un principio costituzionale e, con esso, la nostra Costituzione. Non per retorica, ma perché è lì che si definisce l’idea di Stato che abbiamo scelto e che vogliamo essere. E, al di là di ogni tentativo di ridimensionarlo, questo è anche un giudizio sull’operato della classe di governo. C’è chi ha provato a presentarla come una questione puramente tecnica, una narrazione che si è cercato di costruire ma che nei fatti è stata smentita: durante la campagna il messaggio è stato politico, e i cittadini hanno risposto politicamente. Era inevitabile: una riforma così complessa e così delicata insieme non poteva essere percepita come neutra. Non è quindi solo un voto sul merito. È una bocciatura delle priorità scelte, dei temi che non parlano alla vita reale, di un linguaggio che ha stancato e di un metodo di governare che non convince.”
“Il voto è sempre anche un giudizio politico. E quando è così netto, rappresenta un messaggio preciso per chi governa a tutti i livelli: fermarsi, riflettere e riconsiderare le priorità. I dati territoriali confermano questa ricostruzione. In Toscana non c’è stata storia: 1.071.763 NO contro 771.094 SI. Il Casentino, spesso raccontato in modo semplificato e semplicistico, definito superficialmente “orientato a destra”, si è nuovamente dimostrato una realtà articolata e attenta ai temi, una Vallata che risponde quando gli si chiede che idea di società abbia. Ha vinto ovunque il NO. A Bibbiena il risultato è netto, il SI è terzo. 2.648 SI sono molti meno di 3.174 NO e sono meno anche di 2.987 astenuti che chiedono, sfiduciati, ascolto. Da qui una riflessione sull’amministrazione comunale, sempre più invischiata in dinamiche politiche, tra personalismi e tattiche, sempre meno impegnata in temi strategici e di governo. Servono coraggio, coerenza e chiarezza. Non si può stare su posizioni diverse a seconda dei momenti: prima partecipare legittimamente a elezioni e referendum con Fratelli d’Italia che ha la fiamma tricolore del Movimento Sociale Italiano sul suo simbolo, poi ringraziare chi ha combattuto questi ultimi per permetterci di votare. O l’una o l’altra, altrimenti è ignavia, è ambiguità. Un’amministrazione comunale non può esserlo. Anche per questo il risultato è stato così chiaro. Ed anche in questo caso è un segnale politico che va ascoltato. C’è bisogno di dare voce a questa comunità, con rispetto, trasparenza e una visione condivisa, dal basso. Per questo continueremo a lavorare in questa direzione. Siamo e saremo presenti.”
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