Stadio-clinica, dopo il ko del Comune al Tar arrivano “critiche” e plausi: le reazioni

di S.S.
È stata depositata martedì pomeriggio la sentenza del Tar dell’Umbria che annulla l’atto del Comune di Terni sulla vicenda stadio-clinica. Il tribunale ha accolto il ricorso della Regione contro il Comune, annullando la determinazione dirigenziale di Palazzo Spada che sanciva il superamento delle prescrizioni emerse nella conferenza di servizi regionale e concedeva il titolo abilitativo per la realizzazione della struttura sanitaria prevista dal progetto. Immediate le reazioni di alcune forze politiche regionali, e ora cresce la preoccupazione per il futuro dello stadio Liberati.
Progetto irrealizzabile Per la coalizione Patto Avanti Umbria, il progetto stadio-clinica era irrealizzabile e il ricorso della Regione «ha evitato la scellerata demolizione dello stadio e il fallimento del Comune». Secondo la coalizione, il ricorso ha inoltre «smascherato il tentativo di Bandecchi di coprire l’illegittimità del proprio percorso amministrativo attaccando le istituzioni regionali». Gli attacchi del sindaco alla Regione vengono infatti definiti «un mero paravento politico per nascondere l’uso a fini personali dell’azione amministrativa e la volontà di bypassare le norme vigenti». L’auspicio – per la coalizione Patto Avanti Umbria – è che l’amministrazione comunale torni a muoversi nel rispetto delle istituzioni e delle normative, perseguendo l’interesse della città e non quello dei privati.
Immobilismo La Lega Umbria, con il capogruppo Enrico Melasecche, accusa in una nota la giunta di sinistra e la presidente Proietti di aver bloccato la crescita di Terni, che grazie al progetto avrebbe potuto rafforzare lo sviluppo economico e la riqualificazione urbana, migliorando anche infrastrutture e servizi sanitari. «Tutto questo è stato sacrificato sull’altare di logiche politiche miopi e ideologiche – spiega Melasecche – ci saranno conseguenze dirette sul futuro del territorio e probabilmente sulle prospettive della Ternana calcio». Il capogruppo definisce inoltre «inaccettabile il silenzio e la complicità degli assessori ternani» e punta il dito contro i «tre consiglieri ternani che invece di difendere gli interessi della propria città hanno supportato una decisione che penalizza la città», chiedendo «una riflessione puntuale sul loro ruolo» perché «chi tradisce la propria comunità per gregarismo di coalizione non merita la fiducia che gli elettori».
Proposta «La sentenza del Tar – sottolinea Antonio De Angelis, segretario comunale di Forza Italia Terni – rischia di compromettere la realizzazione del progetto stadio-clinica, che rappresenta sia un’occasione di crescita e sviluppo ma anche una struttura sanitaria privata a supporto di quella pubblica per la città. È necessario avviare un tavolo tecnico tra Regione e Comune per superare le criticità emerse nella sentenza».
Rischio stadio Toni preoccupati arrivano anche da Alberto Rini e Maurizio Cecconelli, rispettivamente coordinatore provinciale e coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Terni. «Tramontata la vicenda della clinica – spiegano in una nota – si apre la questione relativa al futuro della Ternana calcio e dello stadio Liberati. I certificati di staticità dell’impianto risultano in scadenza a giugno e, in assenza di risorse finanziarie, si rischia di compromettere la sede della squadra». I coordinatori attribuiscono la responsabilità al sindaco Bandecchi, ritenuto non adeguato alla complessità della vicenda, sostenendo che «si è rivelato non adeguato alla complessità del progetto producendo uno scontro istituzionale che la giunta di sinistra della presidente Proietti». Concludono: «Si è preferita la via del contenzioso a quella della collaborazione istituzionale per mere questioni tra il sindaco Bandecchi e la presidente Proietti, con il risultato di bloccare un progetto strategico per la città».
Accuse Sinistra italiana Terni si schiera contro il sindaco Bandecchi, accusandolo che negli anni per «giustificare l’impegno profuso dal Comune di Terni si è dovuto inventare che si tratta di un progetto decisivo per il futuro della città» ma tutto ciò «è falso perché il progetto non è altro che un centro commerciale con annesso stadio di calcio, pagato in buona parte dal fondo sanitario regionale, cioè dalla sanità pubblica, attraverso una clinica privata convenzionata». L’auspicio è che questi fondi non finiscano nelle cliniche private e i centri commerciali e che «si cominci a pensare al Liberati, che necessita una soluzione di ristrutturazione per salvare e migliorare quello già esistente».
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