Distrutta flora protetta in fioritura durante i lavori

Nuove contestazioni sul progetto del cosiddetto “Parco Marittimo” lungo il litorale ravennate. Le associazioni Animal Liberation e Italia Nostra – sezione di Ravenna parlano di una situazione definita “l’ennesima devastazione”, collegandola ad altri interventi già contestati nei mesi scorsi, tra cui l’utilizzo di materiali di recupero nei sottofondi della ciclabile tra Marina di Ravenna e Punta Marina e l’abbattimento di pini a Lido di Savio.
“Una nuova devastazione legata al ‘Parco’ Marittimo si aggiunge alle 4000 tonnellate di rifiuti e macerie riciclati seppelliti nei sottofondi della ciclabile a Marina di Ravenna e Punta Marina e ai 36 pini sanissimi abbattuti in viale Romagna a Lido di Savio. Stavolta a farne le spese è flora selvatica protetta dalla legge regionale 2 del 1977 e dalle normative europee”, si legge nella nota.
Nel mirino anche le modalità operative del cantiere e le tempistiche dei lavori, ritenute non conformi a quanto previsto: “Distrutti involontariamente alcuni esemplari durante il passaggio dei mezzi i quali, in periodo vietato dal progetto approvato che prevede uno stop al 15 marzo per riproduzione della fauna selvatica, operano adesso sulla Duna di Porto Corsini con benne, trivelle e motoseghe”. Sul caso è stato presentato un ricorso al Tar.
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