Campaniello tira dritto, Lega e FdI attaccano

Si accende ancora il confronto politico su Città 30, tra la difesa della giunta e le critiche sempre più dure del centrodestra. Da una parte l’assessore alla Mobilità, Michele Campaniello, che rivendica i risultati sulla sicurezza stradale. Dall’altra Lega e Fratelli d’Italia, che parlano di una città “paralizzata” e contestano nel merito il provvedimento.
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“Serve migliorare, non tornare indietro”
Intervenendo in question time, Campaniello ha chiarito la propria posizione: “Quello che resta a Bologna è un dibattito che, a distanza di due anni, mi appassiona veramente poco”, ha spiegato, sottolineando come molte città stiano andando nella stessa direzione per ridurre incidenti e vittime. L’obiettivo, ha ribadito, è uno solo: “Il mio nemico non sono le forze politiche che si battono contro la Città 30, ma i morti su strada”. A chi si oppone, l’assessore chiede alternative concrete: “Se il mondo va in una direzione, vorrei capire perché noi dovremmo andare in quella opposta”.
Pur difendendo il modello, Campaniello apre a possibili correttivi: “Le polemiche dovrebbero lasciare spazio a un confronto su come migliorare la Città 30”. Un invito a spostare il dibattito dalla contrapposizione politica a un piano più tecnico, legato alla sicurezza e all’efficacia delle misure.
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Lega all’attacco: “Bologna è paralizzata”
Durissima la replica del centrodestra. Il capogruppo della Lega a Bologna, Matteo Di Benedetto, accusa l’amministrazione di aver bloccato la città: “Tra proclami e realtà, Bologna è paralizzata. Centinaia di migliaia di persone vedono la propria vita compressa ogni giorno a causa di cantieri non coordinati e di una totale assenza di programmazione”.
Secondo l’esponente leghista, servono interventi immediati: “Bisogna partire dall’apertura al traffico veicolare privato di preferenziali strategiche come via Pasubio, per dare respiro alla città. Ogni intervento utile a snellire il traffico è necessario, ma servono risposte subito”. E conclude: “I cittadini non possono continuare a pagare il prezzo dell’immobilismo dell’amministrazione”.
FdI: “Scelta ideologica, pronti a nuovi ricorsi”
Sulla stessa linea Fratelli d’Italia. L’eurodeputato Stefano Cavedagna attacca frontalmente la misura: “La giunta Lepore sta dimostrando tutto il suo furore ideologico portando avanti la Città 30, già bocciata dai bolognesi e anche dal Tar”.
Secondo Cavedagna, il provvedimento sarebbe privo di basi concrete: “Le ordinanze sono copia e incolla anche su strade che non hanno avuto incidenti negli ultimi anni. Siamo davanti a una decisione esclusivamente ideologica e a una dimostrazione di incapacità amministrativa”.
La proposta alternativa è quella di limitare i 30 km/h solo in aree sensibili: “Bisognerebbe abbassare i limiti solo vicino a scuole, ospedali e centri anziani”. E conclude: “Valutiamo se ci sono gli estremi per un nuovo ricorso”.
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