La guerra mette in crisi pure l’edilizia in Calabria. Ance: si rischia il blocco dei cantieri
I danni per centinaia di milioni di euro, la ricostruzione, i ristori, l’aumento dei costi per le imprese e le famiglie, la spesa in costante aumento per l’energia e i carburanti. Stretta fra cicloni a raffica e conseguenze della guerra nel Golfo, la Calabria fa i conti con la crisi in atto e ancor di più in prospettiva. Preoccupa, in particolare, l’impatto dello scenario internazionale su un’economia claudicante.
Ed è Ance, l’associazione dei costruttori edili, a lanciare un allarme che tira in ballo una nuova emergenza: «In assenza di adeguate misure – fa sapere da Reggio il presidente Michele Laganà – il rischio concreto è quello di rallentamenti significativi, se non di sospensioni, di numerosi cantieri, con conseguenti ripercussioni sia sull’operatività delle imprese sia sulla tempestiva realizzazione degli interventi di interesse pubblico».
Il riferimento – contenuto in una lettera inviata ieri alla Città metropolitana ed ai sindaci del Reggino – è ai «recenti e straordinari aumenti dei prezzi delle materie prime e dei materiali da costruzione, nonché delle persistenti criticità nelle catene di approvvigionamento» che stanno determinando «gravissime difficoltà a numerose imprese di costruzione». E in una regione dove l’edilizia e le costruzioni sono uno dei settori trainanti la questione si fa davvero seria.
Source link




